È di nuovo allarme Covid-19 in Cina. Con l’incremento di casi di coronavirus, il governo rischia di compromettere gli appuntamenti in programma per l’autunno, il Sesto Plenum (che si svolgerà dall’8 all’11 novembre) del 19esimo comitato centrale del Partito Comunista Cinese, e le Olimpiadi invernali di Pechino che prenderanno il via dal 4 febbraio 2022.

A preoccupare è l’emergere dei casi di variante Delta, che si diffonde più rapidamente. Stando agli ultimi dati sui contagi, dal 17 ottobre sono stati registrati 198 casi in tutta la Repubblica popolare. Un numero basso rispetto a quello dei contagi registrati in altri Paesi. Ma se il resto del mondo si apre e cerca di trovare modi per convivere con il virus, la Cina mantiene un approccio zero-Covid-19 che ha visto l’imposizione di rigidi lockdown anche solo per una manciata di casi.

Di nuovo lockdown

Il governo centrale ha deciso di porre in isolamento l’intera città di Lanzhou, la capitale della provincia nordoccidentale di Gansu, che conta quattro milioni di abitanti. Le disposizioni delle autorità prevedono che i residenti della città siano confinati in casa, con la possibilità di uscire solo per fare la spesa o per avere accesso a cure mediche. Ogni comunità residenziale avrà solo un’entrata aperta e saranno eseguiti controlli stringenti sugli spostamenti dei residenti in ingresso e in uscita, eccetto in circostanze speciali. Le autorità sanitarie di Lanzhou stanno conducendo una terza serie di test molecolari di massa. A Lanzhou è stato sospeso il servizio di autobus e taxi in città, mentre è stata interrotta la rotta ferroviaria per Pechino e Xi’an.

Non va meglio nella Mongolia Interna, dove la contea di Ejin è stata sottoposta a lockdown con oltre 35 mila cittadini costretti in casa, in attesa dei controlli a tappeto della autorità sanitarie. E già volano le prime teste: il segretario del partito locale è stato rimosso dal suo incarico “a causa delle scarse prestazioni e attuazione nella prevenzione e nel controllo dell’epidemia”.

A Pechino, che martedì ha segnalato tre nuovi casi, l’accesso ai siti turistici è stato limitato e il Tempio dei Lama è stato chiuso al pubblico. Ai residenti della capitale, inoltre, è stato consigliato di non lasciare la città se non necessario. Per l’aumento dei contagi, gli organizzatori della maratona di Pechino del 31 ottobre hanno deciso di posticipare a data da destinarsi uno degli eventi più popolari della capitale, dove erano attesi circa 30.000 partecipanti.

Vaccini ai più piccoli

Ma la causa scatenante del picco di contagi di questi giorni è riconducibile probabilmente ai viaggi turistici dei cinesi durante la Festa nazionale. La nuova fiammata di contagi, iniziata circa 10 giorni fa, è legata a un gruppo di turisti che si trovava a Shanghai prima di volare a Xi’an, nel Gansu e nella Mongolia interna. Intanto le autorità sono al lavoro per iniziare la somministrazione del vaccino contro il Covid anche ai bambini dai tre anni in su. L’obiettivo è aumentare l’attuale percentuale della popolazione completamente vaccinata, che ha superato il 75 per cento.

Redazione