Un bond da 350 milioni di euro per finanziare una serie di iniziative di espansione della compagine aziendale in Italia e nel mondo. E per dare una mano, in Italia, all’attuazione del Pnrr. Questa l’ultima sfida di Almaviva, il gruppo italiano leader nell’innovazione digitale: un network globale dell’ICT (Information and Communication Technology), composto da 18 società operanti in 67 sedi nel mondo, che nell’ottobre scorso ha lanciato nel mercato un nuovo prestito obbligazionario per alimentare i propri progetti di sviluppo.

«Non è la prima volta. Avevamo già emesso un bond da 250 milioni di euro nel 2017», ci ricorda Christian De Felice, il Financial Chief Officer dell’azienda. «I risultati in crescita e l’aumento di rating certificato dall’agenzia Standard&Poor’s – continua De Felice – ci hanno spinto a emettere una nuova obbligazione. Stavolta abbiamo messo in campo 100 milioni in più. Nel 2017 il valore della cedola era pari al 7,25%. Questa volta è al 4,875%. Il nuovo bond, infine, ha scadenza nel 2026: in tal modo si allunga parecchio la struttura del debito». Una operazione che vede il coinvolgimento delle principali banche di affari italiane e straniere: da Goldman Sachs International a BNP Paribas, da J.P. Morgan a Banca Akros. Anche Intesa Sanpaolo ha partecipato nella revolving credit facility, l’apertura di credito in conto corrente destinata al sostegno di eventuali esigenze di cassa, investimenti e acquisizioni.

L’iniziativa finanziaria di Almaviva – che può vantare un fatturato 2020 da 891 milioni di euro – è un modo per sostenere una serie di progetti di sviluppo importanti. Che dimostrano la volontà dell’azienda – dove lavorano 45 mila persone, di cui 10 mila in Italia – di lasciare una traccia sempre più importante, dopo la pandemia, nello scenario nazionale dei prossimi anni. Almaviva mira infatti, tra le altre cose, a diventare protagonista della digitalizzazione del paese nella prospettiva degli obiettivi indicati dal Next Generation EU e della loro concreta ricaduta nel Piano nazionale di ripresa e resilienza che il governo Draghi è impegnato a realizzare. Non a caso, Almaviva si è proposta con Aruba per la realizzazione e gestione dell’infrastruttura cloud nazionale, sulla quale ospitare dati e servizi delle amministrazioni pubbliche italiane, in coerenza con tempi e risorse definiti dal Pnrr. Il progetto si colloca dunque nell’ambito del piano di trasformazione digitale della PA e mira a garantire qualità ed efficienza nell’erogazione dei servizi digitali a cittadini e imprese.

Come spiega De Felice, «una parte dei proventi del bond emesso a ottobre serve per ripagare il vecchio bond e la vecchia revolving credit facility». Per il resto, continua il Cfo dell’azienda, «si tratta di finanziare la crescita organica interna attraverso l’apertura di nuove sedi fuori dall’Italia per promuovere prodotti e servizi. Ma, soprattutto, per finanziare acquisizioni mirate di realtà che operano nell’ambito dell’Information Technology, della intelligenza artificiale e della gestione delle relazioni con i clienti». L’operazione finanziaria straordinaria si inserisce nel percorso di crescita nazionale e internazionale dell’azienda e le consente così di espandere notevolmente le attività in Italia, nel Centro e Nord Europa, in Brasile e nel resto dell’America latina. «Vogliamo rafforzarci soprattutto nei settori dei trasporti, dei servizi finanziari, dell’assistenza sanitaria e della cybersecurity», precisa De Felice.

Basti pensare, per esempio, alla partnership di Almawave – società del Gruppo Almaviva, quotata all’AIM e dedicata all’intelligenza artificiale e all’analisi del linguaggio naturale – con Vivisol, società del Gruppo Sol, tra i principali player europei dell’assistenza domiciliare: in tal caso l’obiettivo è quello applicare le tecnologie dell’intelligenza artificiale alle cure domiciliari, con soluzioni capaci di favorire la deospedalizzazione e di garantire al paziente un percorso terapeutico adeguato ed efficace all’interno del proprio domicilio. «Il sostegno alla crescita della nostra azienda avviene in un momento in cui la digitalizzazione accelerata dalla pandemia è diventata sempre più strategica», chiarisce infatti De Felice. «Anche le scelte del governo con il Pnrr vanno in questa direzione. Ecco perché, con questa operazione Almaviva vuole schierarsi al fianco delle istituzioni per sviluppare un asset cruciale per il paese come l’Information Technology. Il Pnrr è una opportunità enorme di sviluppo per il sistema Italia e non faremo mancare il nostro contributo».

Nel frattempo, il mercato sembra reagire bene all’emissione del bond. «La domanda ha superato tre volte l’offerta e hanno sottoscritto l’obbligazione tutti i più importanti fondi di investimento. Tra i motivi di questo apprezzamento – assicura De Felice – c’è anche l’attenzione di Almaviva per i criteri ambientali, sociali e di governance che stanno alla base della nostra azione». ESG è proprio l’acronimo di Environmental, Social and Governance e si riferisce ai tre fattori centrali nella misurazione della sostenibilità di un investimento. Sempre più diffusa è infatti l’idea che il successo di una impresa dipenda dalla creazione di valore non solo per i proprietari, ma per tutti i soggetti interessati: dipendenti, clienti, fornitori, la società in generale, perfino l’ambiente. Da qui l’importanza per le imprese di rispettare l’ambiente (impegno contro l’inquinamento, le emissioni di gas a effetto serra e la deforestazione), le persone (gestione del capitale umano, pari opportunità, salute, sicurezza) e i principi di corretta amministrazione (remunerazione dei dirigenti, lotta alla corruzione, diversità nella composizione dei cda). «Tutti i giorni Almaviva lavora per diventare un benchmark di riferimento dell’investimento sostenibile e responsabile», conclude De Felice.

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