Undici anni insieme, all’oscuro della doppia vita del fidanzato, che per un periodo di tempo ancora ignoto anche agli inquirenti ha fornito al boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro la sua identità per poter sfuggire alle maglie della giustizia e ricevere le cure mediche necessarie dopo la diagnosi di un tumore.

Rosa Leone, ormai ex compagna di Andrea Bonafede, il geometra 59enne di Campobello di Mazara indagato per favoreggiamento aggravato e associazione mafiosa, che oltre a fornire la sua identità avrebbe anche acquistato con 20mila euro dell’ex primula rossa di Castelvetrano una delle abitazioni-covo di Campobello, si sfoga e racconta del rapporto con “Capellone”, come lo chiamavano in paese gli amici per prenderlo in giro, visto il suo essere completamente calvo.

Mi è esplosa una bomba in casa”, dice a Fabrizio Caccia, inviato del Corriere della Sera che riesce a parlare con lei. Al giornalista rivela che dopo gli incredibili fatti di lunedì, con la fine della latitanza di Messina Denaro e l’inchiesta che ha immediatamente coinvolto Bonafede, “l’ho lasciato, ho chiuso con lui, non voglio saperne niente”.

Una relazione durata 11 anni che va in frantumi “appena l’ho saputo”. Perché lei, Rosa, lo dice chiaramente: “Non mi ero accorta di nulla, Andrea mi ha nascosto tutto”.

Eppure i sentimenti sono contrastanti. Perché nonostante tutto la donna ammette di amarlo “ancora tantissimo” e in parte prova anche a difendere le ragioni del suo ex compagno.

Rosa racconta infatti di un tentativo di chiarimento da parte di Bonafede, che il prossimo ottobre compirà 60 anni. Dopo esser stato interrogato per ore dagli inquirenti, l’ex compagno si è recato a casa sua per provare a chiarire: “Lui mi ha scongiurato, mi ha detto: “Scusa Rosa ma che dovevo fare? Iddu si è presentato da me e mi ha chiesto i documenti…””.

Al momento non sa Andrea è stato minacciato o la sua è stata una scelta ‘volontaria’, da vero fiancheggiatore del boss di Castelvetrano: anche lei conferma però che i due, come ammesso anche da Bonafede, si conoscono da quando erano ragazzi.

In fondo, aggiunge quasi come giustificazione per l’operato dell’ormai ex compagno, “lo capisco, mi metto nei suoi panni: come faceva a dire di no a Matteo Messina Denaro? Credo che anch’io avrei fatto così se mi fosse capitato, anch’io per paura avrei ceduto a un boss di quel calibro la mia carta d’identità”.

Anzi, secondo Rosa Leone, “tutti secondo me al suo posto l’avremmo fatto”, anche se lei ha deciso di non perdonarlo. “Ho deciso così, non lo voglio più vedere, sono delusa, arrabbiata. Lui mi ha nascosto tutto”, spiega al quotidiano tra le lacrime, mentre la sua vita viene a sua volta rovinata dall’inchiesta. Anche Rosa si è vista sequestrare il telefono dagli inquirenti, “ora mi aspetto aspetto interrogatori, l’assedio dei giornalisti, una vita d’inferno“.

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Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.