Detenuto assente”, scandisce nell’aula bunker la presidente della Corte di Assise di Appello di Caltanissetta Maria Carmela Giannazzo, dove per la prima volta poteva intervenire, in videocollegamento, Matteo Messina Denaro.

Il boss di Cosa Nostra, arrestato dopo 30 anni di latitanza lunedì mattina nei pressi della clinica ‘La Maddalena’ di Palermo, dove si recava per tenere le cure mediche necessarie dopo l’operazione per il tumore al colon, è infatti imputato nel processo d’appello come mandante delle stragi di via d’Amelio e di Capaci, dove morirono Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

Nell’aula per l’udienza, affollata di cronisti e report anche stranieri, l’ex Primula Rossa della mafia non si è presentato in videocollegamento e l’udienza è stata dunque rinviata al 9 marzo “per consentire al difensore di essere presente”.

Nell’aula bunker infatti questa mattina, poco dopo le nove, si sono presentati gli avvocati d’ufficio del capoclan mafioso, Giovanni Pace e Salvatore Baglio, i due legali che hanno assistito brevemente Messina Denaro prima che quest’ultimo nominasse il suo avvocato di fiducia.

Quest’ultimo è la nipote Lorenza Guttadauro, dal cognome e dalle parentele importanti: è la figlia della sorella di Messina Denaro, Rosalia, e di Filippo Guttadauro. Il nonno dunque, il padre di Filippo, è il boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro, mentre il marito della lega è Girolamo Bellomo, arrestato nell’operazione Eden 2 e condannato a 10 anni in appello.

Nessuna prima volta dunque in una aula di giustizia per il boss di Castelvetrano, detenuto al regime di 41bis, il carcere duro, nel penitenziario de L’Aquila. Assenza legata probabilmente “al suo stato di salute e alle cure che si stanno prestando all’imputato”, ha spiegato il procuratore generale di Caltanissetta Antonino Patti all’Adnkronos.

La rinuncia a comparire non deve essere intesa come un disinteresse – ipotizza il pg Patti – Il difensore di fiducia deve avere il tempo di prendere conoscenza delle carte, era un diritto sacrosanto quello di chiedere il termine a difesa. Potrebbe aver rinunciato perché già sapeva quello che sarebbe avvenuto all’udienza“.

Quanto alle possibilità di una sua futura collaborazione con gli inquirenti, Patti spiega che “lo speriamo tutti, ma nessuno di noi può saperlo”. Messina Denaro “è depositario di conoscenze sulla stagione stragista del ’92 e ’94 ancora oggi non sondate e sconosciute da altri collaboratori“, ha aggiunto il procuratore generale.

Secondo quanto riferisce invece l’Ansa, il boss proprio in queste ore è stato sottoposto all’interno dell’istituto penitenziario alla prima seduta di chemioterapia: per farlo sarebbe stata allestita un’apposita stanza non molto distante dalla sua cella.

Redazione