Tra il 6 e il 7 aprile, la missione Artemis ha raggiunto il suo obiettivo più grande: il “flyby” lunare, ovvero il giro intorno al satellite. Gli astronauti a bordo di Orion, sono arrivati alla massima distanza dalla Terra mai raggiunta da un essere umano: 406.777 chilometri, all’incirca 6.600 in più dagli uomini della missione di Apollo 13. Durante il flyby dell’altro lato della Luna, sono state perse momentaneamente tutte le comunicazioni con la Terra, per la durata totale di circa 40 minuti. Nonostante ciò, il viaggio sta procedendo secondo programma.

Sulla via del ritorno

Dopo un flyby del nostro satellite che ha catturato crateri lunari, un tramonto e un’alba della Terra, i quattro astronauti sono ora sulla via del ritorno verso il nostro Pianeta. “Ritorneremo. Saremo fonte di ispirazione, ma sceglieremo sempre la Terra“, ha dichiarato Christina Koch, esploratrice che entrerà nei libri di storia come la prima donna ad aver sorvolato la Luna. La navicella Orion sta ora tornando spontaneamente verso la Terra, precipitando per quattro giorni e acquistando una velocità sempre maggiore. In caso necessario, durante il tragitto potrebbero essere messi in funzione anche i motori ausiliari della navicella, nel caso si dovesse aggiustare di qualche grado la traiettoria di discesa. Il ritorno, è previsto per venerdì sera al largo della California (sarà l’alba in Italia), e sarà un ammaraggio nell’Oceano Pacifico.

I complimenti di Trump

Donald Trump, si è video-collegato con l’equipaggio alle 22 (ore 4 in Italia) e si è congratulato con i quattro astronauti per la missione che stanno quasi portando a termine, ponendo anche moltissime domande. Tra le tante, il presidente degli Stati Uniti ha chiesto all’equipaggio come fosse la situazione quando non avevano contatti con la Terra, nel momento che si trovavano dall’altro lato della Luna. Victor Glover ha risposto: “Devo dire che, in realtà, era piuttosto piacevole“. Poi, il presidente ha continuato, chiedendo se il lato nascosto del satellite presentasse differenze con quello da noi visibile. In seguito, la videochiamata si è conclusa con un augurio da parte di Trump: “Non vedo l’ora di vedervi nello studio Ovale“, sperando di poter ricevere dai quattro astronauti anche un autografo.