Circa 30 ragazzi, per la maggior parte minorenni, avrebbero accerchiato il gruppo di ragazze minorenni che stava tornando dal parco di Gardaland sul Regionale 2640. È la pista sulla quale si stanno muovendo le indagini in corso dopo le denunce di cinque minorenni, tutte residenti tra Milano e Pavia. Le minori avrebbero descritto anche caratteristiche fisiche e abbigliamento dei presunti molestatori. I video dei ragazzi arrivati in massa sul Garda per un rave, e al quale potrebbero essere collegate le molestie, stanno intanto facendo il giro dei social. Le indagini, dopo le testimonianze e le denunce raccolte dalla Polfer di Milano e inoltrate alla Procura scaligera, potrebbero concentrarsi in Lombardia.

È successo tutto lo scorso giovedì 2 giugno, quando tra Peschiera e Castelnuovo del Garda si è tenuto un rave non autorizzato che avrebbe riunito circa duemila persone. Lo street-rave era stato pubblicizzato sui social con lo slogan “L’Africa a Peschiera”. Le indagini non possono ancora affermarlo con certezza ma è considerato probabile che i presunti molestatori avevano partecipato al rave e ai disordini. Per la maggior parte un gruppo di immigrati di seconda generazione. “Siamo venuti a riconquistare Peschiera. Questo è territorio nostro, l’Africa deve venire qui”, le urla in faccia al sindaco di Castelnuovo Giovanni Del Cero, riportate da Il Corriere della Sera, prima della sassaiola contro i reparti della Celere intervenuti sul posto.

“Era stracolmo, faceva caldissimo – ha raccontato a Il Giorno una delle ragazze che viaggiava su quel treno – Volevamo scendere, ma ce l’hanno impedito azionando l’allarme. Abbiamo attraversato varie carrozze e nel tragitto hanno iniziato a toccarci ovunque. Sono scoppiata a piangere e ho avuto un attacco di panico. Mentre andavamo avanti ci toccavano, sentivo l’aria mancarmi. La gente fumava, le ragazze specialmente ci davano delle ‘bianche’, delle privilegiate e non ci facevano passare”. Ad aiutarle un ragazzo, nordafricano anche lui, che ha permesso alle ragazze di scendere alla fermata di Desenzano del Garda.

Perché era stato necessario, prima, l’intervento degli agenti in assetto antisommossa? La situazione sarebbe andata fuori controllo con l’arrivo di un treno con almeno 1.500 persone dalle province di Milano, Brescia e Bergamo. Commercianti hanno denunciato atti di vandalismo, vetrine rotte, assalti al trenino turistico. Toccherà alle indagini fare chiarezza. “Io non so se fossero immigrati di prima o seconda generazione — come ha detto al Corriere la sindaca di Peschiera Orietta Gaiulli — sono solo una razza di delinquenti che hanno lasciato una profonda ferita nella mia comunità. Abbiamo vissuto una giornata di guerra”.

“Stiamo facendo accertamenti su tutti i fatti che possono avere risultanze penali”, ha spiegato Carlo Bartelli, dirigente della squadra mobile di Verona, precisando che si sta “procedendo con una ricostruzione dei fatti avvenuti giovedì in spiaggia, nell’abitato di Peschiera del Garda e sul treno”. Intorno alle 17 la massa si sarebbe riversata sul treno regionale dove si sarebbero consumate le molestie. “Su questo treno non salgono bianchi”, le minacce alle ragazze. Il caso ha suscitato reazioni anche nell’arco parlamentare.

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia ha commentato che “è calata una cappa di silenzio da parte di certa sinistra e delle femministe. Nessuna parola di sdegno, nessuna presa di posizione forte e decisa, probabilmente per paura di mettere in cattiva luce gli immigrati”. Il segretario della Lega Matteo Salvini ha parlato di “baby gang straniere, non mi interessa se di prima, seconda o tredicesima generazione”. La replica della senatrice del Partito Democratico Valeria Valente: “Ci stringiamo alle giovani che hanno trovato il coraggio di denunciare. Spiacciono le parole di esponenti della destra che non perdono occasione per fare speculazione politica, anche sulla pelle di minorenni”. Carlo Calenda, leader di Azione ha osservato che “se sono immigrati regolari vanno processati per direttissima, se sono clandestini rispediti a casa ancora più velocemente”.

Durante i disordini si sarebbero verificati anche furti ai bagnanti, oltre a danneggiamenti ad automobili e locali pubblici. Perciò è rimasto operativo alla stazione di Peschiera e lungo le spiagge del Basso Lago il servizio rafforzato con agenti in antisommossa, impegnati a prevenire eventuali arrivi di malintenzionati.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.