È stato ucciso in casa, nella notte, da sconosciuti non ancora identificati. Jovenal Moise, Presidente di Haiti è stato assassinato nella sua residenza privata di Port-ai-Prince. Sarebbe stato finito, secondo quanto trapelato finora, a colpi di arma da fuoco, ma sul caso restano ancora molti aspetti da chiarire. La first lady Martine è rimasta ferita gravemente, ma non è morta in ospedale come inizialmente comunicato. A rendere nota la notizia, con un comunicato diffuso mercoledì mattina, il primo ministro ad interim Claude Joseph che ha assicurato che il Paese è sotto il controllo delle forze di polizia e di sicurezza.

Moise aveva 53 anni, era il 42esimo presidente di Haiti, era stato eletto a novembre 2016 ed era in carica dal febbraio 2017. Il presidente sosteneva che il suo mandato scadesse il prossimo anno, perché non contava il primo dei suoi cinque anni al potere, quando un governo ad interim aveva affrontato le contestazioni per il risultato elettorale. La Corte Suprema gli aveva invece dato torto e gli oppositori ritenevano quindi che il suo mandato fosse scaduto a febbraio.

 

Lui gridava al golpe e rigettava le accuse di dittatura. Era accusato di essere legato a potenti gang che controllano con violenza il territorio. Il Paese era inoltre governato da quasi due anni a colpi di decreto. Era appoggiato dagli Stati Uniti, già dall’amministrazione di Donald Trump anche in virtù della sua opposizione al Venezuela di Nicolas Maduro.

Il delitto si sarebbe consumato intorno all’1:00 del mattino. Presumibilmente compiuto a colpi di arma da fuoco da un gruppo armato. “Verranno prese tutte le misure necessarie per il garantire la continuità della Stato e per proteggere la nazione. Condanniamo questo atto d’odio, inumano e barbaro”, ha dichiarato il primo ministro Joseph.

Haiti è un Paese poverissimo, il più povero delle Americhe, e conta tassi altissimi di omicidi e di sequestri. Agli inizi di giugno l’ingegnere siciliano Giovanni Calì è stato sequestrato e quindi liberato dopo oltre 20 giorni. Violente proteste e scontri hanno attraversato il Paese nel 2019 mentre lo stesso Moise era stato oggetto di uno scandalo per corruzione: l’accusa, con altri ministri e funzionari, di aver gestito in maniera illecita fino a due miliardi di dollari. Terremoti e uragani hanno devastato il Paese negli ultimi anni provocando centinaia di migliaia di morti. La pandemia da coronavirus ha peggiorato la situazione.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.