È stata una seduta, quella di ieri a Montecitorio, molto breve, durata meno di mezz’ora, in un’Aula praticamente vuota, tranne poche eccezioni come quella di Giorgia Meloni. “Fateci lavorare”, l’appello lanciato dal presidente di FdI, indirizzato a Roberto Fico per il tramite del presidente di turno dell’Assemblea, Fabio Rampelli. Sulla stessa lunghezza d’onda l’esponente del gruppo Misto sempre della Camera, Maurizio Lupi, secondo cui «la democrazia è un bene essenziale e dobbiamo continuare a testimoniarlo». Da qui l’invito a non chiudere il Parlamento, rilanciato nell’Emiciclo anche da Giuseppe Basini, della Lega, e da Silvia Fregolent, di Italia viva, con quest’ultima che chiede di «rendere al più presto operativa la Camera».

E mentre si aspetta la conferenza dei capigruppo di stamane alle 12, convocata in teleconferenza, per provare ad avere delle delucidazioni sul da farsi, la prossima seduta si svolgerà mercoledi’ prossimo, 25 marzo, alle 15, per il question time. Meno di venti minuti sono, invece, durati i lavori a palazzo Madama: giusto il tempo per il presidente Elisabetta Casellati di ribadire l’arrivo dell’ultimo decreto legge del governo – il Cura Italia – per contrastare le conseguenze del Covid-19, per rendere omaggio con un minuto di silenzio insieme ai pochi presenti alla senatrice Vittoria Bogo Deledda, scomparsa l’altro ieri, e per comunicare la proclamazione della neo collega Valeria Alessandrini, vincitrice delle suppletive in Umbria che prende il posto di Donatella Tesei, diventata nel frattempo governatrice della Regione. Pure al Senato, la prossima seduta prevista è mercoledì 25 marzo, alle 15, con all’ordine del giorno comunicazioni del presidente.

«Il Parlamento non può chiudere – tuona Fico in un’intervista -. La Camera, il Senato, devono fare tutto quel che è necessario per aiutare malati, i dottori, gli infermieri, i trasportatori, i panettieri: le persone che più di tutte sono i prima linea o stanno subendo il peso di un’epidemia che ha sconvolto le vite di tutti. Il Parlamento dev’essere in prima linea, non può arretrare, come non arretrano i medici e altre categorie». D’accordo Graziano Delrio, capogruppo del Pd alla Camera, che ospite ad “Un giorno da pecora”, su Rai Radio1, sostiene che deputati e senatori debbano «andare a lavorare per far diventare leggi stabili i decreti, che altrimenti scadrebbero dopo due mesi». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Matteo Orfini del Pd e Piero Grassi di LeU.

Dal centrodestra ecco la presa di posizione eloquente del leader della Lega, Matteo Salvini, che non ha dubbi e chiede di convocare subito le Assemblee di Camera e Senato per discutere e “fare chiarezza” sulle misure contenute nel decreto Cura Italia. In caso contrario, avverte l’ex ministro dell’Interno, «come opposizione assumeremo le nostre iniziative». Dal canto suo, il deputato di FI Gregorio Fontana, rivendica come le Camere abbiano sempre continuato a funzionare. Insomma, tutti d’accordo nel tenere aperto il Parlamento.