La scuola è al centro del dibattito. E non è sfuggito che le graduatorie stanno scorrendo e che la ministra Lucia Azzolina ha aumentato i posti per andare incontro alle nuove esigenze imposte dal coronavirus. E torna la polemica sul concorso per i presidi svolto e vinto anche dalla stessa Azzolina. “È quanto meno inopportuno che il ministro Azzolina si sia stabilizzata come dirigente scolastico, è come se io da ministro dell’Interno mi fossi assunto come vigile del fuoco, sarebbe stato quantomeno strano”, ha detto Matteo Salvini, reclamando chiarimenti.

Il concorso dirigenti scolastici è stato bandito nel 2017 quando ancora Lucia Azzolina era soltanto una docente e ha sostenuto l’esame orale quando era già deputata e non era sottosegretario all’Istruzione (ha giurato il 19 settembre 2020). “Nessun conflitto di interessi”, ha replicato Azzolina, che attualemnte non ha firmato nessun contratto con la scuola. “Secondo voi il ministro dell’istruzione ha il potere di bloccare una graduatoria? E’ l’amministrazione che assume – ha detto Azzolina durante la trasmissione “In Onda” su la 7 – Ho partecipato a quel concorso nel 2017 ho fatto sacrifici per studiare, lavorando e preparando contemporaneamente le lezioni per gli studenti. Ho fatto tanti sacrifici e tanta gavetta, ho studiato moltissimo per quel concorso”.

“Ma come si concilia la partecipazione a una selezione concorsuale quando già copriva un incarico politico di rilievo proprio in ambito scolastico? – tuona il senatore Mario Pittoni, responsabile Scuola della Lega e vice presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama – Ragioni di opportunità, alle quali a parole il M5S si dice sensibile, non le hanno suggerito di rinunciare rimandando la partecipazione a un periodo successivo?”.

Già all’epoca del concorso ci furono forti polemiche. La ministra si piazzò tra gli idonei ma con il minimo. Nella prova scritta ottenne 80 su 100, mentre all’orale 75 su 100. Nella valutazione complessiva della prova orale, l’informatica e l’inglese hanno avuto un peso specifico ridotto rispetto a quelle necessarie a svolgere l’incarico. Lo zero in informatica che ha destato molto scalpore era riferito ad una formula Excel che la candidata Azzolina ha rivelato di non conoscere. 5 su 12, invece, per quanto riguarda la lingua inglese. In realtà, però, nelle materie più caratterizzanti, la futura ministra ha ottenuto 70 su 82. Nonostante il punteggio basso Azzolina si classificò come idonea all’incarico e adesso, con lo scalare della graduatoria potrebbe rientrare. I posti autorizzati dal Mef per coprire la necessità di presidi di ruolo da settembre erano 529, il ministero all’Istruzione ne ha assunti 458.

Precisa in una nota il ministero all’Istruzione: “Le assunzioni e lo scorrimento della graduatoria di merito del concorso, cui la ministra Lucia Azzolina ha legittimamente partecipato, sono di stretta competenza del ministero (cioè dell’amministrazione) e non della ministra, in base a un principio di netta separazione del potere politico dalla funzione amministrativa (“all’esclusivo servizio della Nazione”, secondo l’art. 98 della Carta Costituzionale)”.

“Dette assunzioni, a maggior ragione in periodo di emergenza sanitaria, servono a dare dirigenti scolastici alle istituzioni scolastiche. Smettere di assumere solo perché fra i vincitori di quel concorso figura anche la ministra, che si è iscritta alle prove nel 2017, quando era solo una docente, e lo ha regolarmente superato, sarebbe un illecito, oltre a ledere l’organizzazione delle scuole”.