La CGIL smentisce la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Nemmeno il tempo di metabolizzare le dichiarazioni di ieri della ministra – “le scuole il 14 settembre riapriranno, le famiglie devono stare tranquille ed evitare di sentire i campanelli di allarme dei Salvini di turno” – che arriva la secca bocciatura da parte del segretario Flc Cgil Scuola Francesco Sinopoli. E i motivi sarebbero molteplici: la scarsità di risorse, la penuria di spazi, la mancanza di organico renderebbero impossibile il ritorno in aula dopo l’emergenza coronavirus. Alle considerazioni del sindacalista Azzolina ha in seguito replicato.

“Oggi le condizioni per cui le scuole riaprano in presenza non ci sono”, ha detto Sinopoli in occasione della conferenza stampa La scuola si fa a scuola promossa da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. “Inutile continuare a raccontare che le cose vanno bene, bisognerebbe essere onesti. A causa del ritardo con cui il confronto è iniziato e la scarsità delle risorse la situazione delle scuole è drammatica. I dirigenti scolastici sono a caccia di spazi; serve un organico straordinario che al momento non c’è. La preoccupazione che sta nascendo è che siccome il tempo scuola si ridurrà si tornerà alla didattica a distanza”.

A fine giugno il ministero aveva indicato il 14 settembre come data di ripresa delle lezioni. Dal primo del mese le scuole saranno aperte per recuperare debiti e insufficienze. Nella bozza delle linee guida previsto il distanziamento sociale di un metro; mascherine per gli alunni di più di sei anni; riconfigurazioni delle classi in gruppi di apprendimento; l’eventualità di fare lezioni anche il sabato. Gran parte delle decisioni pratiche verranno comunque prese da Presidi ed Enti locali.

Sinopoli ha però fatto riferimento all’onestà, che dovrebbe essere espresso dalle istituzioni nel presentare la situazione, e alla necessità di adottare un decreto legge sulla scuola. “Noi sindacati vogliamo che si ritorni a scuola non vogliamo soluzioni diverse. Abbiamo bisogno di un decreto legge sulla scuola. Il governo deve dire con chiarezza che bisogna riaprire la scuola in presenza”, ha detto il segretario.

Ieri la ministra Azzolina aveva comunque parlato alla trasmissione In Onda di comprare nuovi banchi. “È il modo migliore che abbiamo per guadagnare spazio – ha detto la ministra – i banchi è vero che ci servono per distanziare ma un giorno anche per avvicinare: sono pensati per una innovazione didattica”. Azzolina ha fatto anche appello al senso di responsabilità dei genitori, che dovranno misurare la temperatura a casa e ha specificato che la sanificazione degli spazi sarà condotta solo in caso di positivi. “Nelle linee guida per i bambini della scuola infanzia non è previsto il distanziamento, è scritto che devono esserci gruppi piccoli”, ha poi spiegato la ministra sottolineando che il ministero della Salute “non ha dato un rapporto numerico”, ma “è chiaro che ci vogliono più insegnanti”. Previsti, ha annunciato la ministra, l’assunzione di 80mila docenti “sia di sostegno sia no”.

Azzolina, dopo le parole di Sinopoli, ha replicato confermando che “la scuola riaprirà regolarmente il 14 settembre ed escludo nuovi lockdown. Mi attaccano ma ora vado in tv e spiego io, adesso basta, ho sbagliato a non farlo prima. Dai sindacati mi aspetto collaborazione. Sono pronta ad un confronto televisivo con Salvini sulla scuola“. La ministra ha poi aggiunto: “Sono donna, sono un ministro Cinque stelle, sono giovane, c’è l’idea che noi M5s siamo incompetenti, anche se io ho due lauree, l’abilitazione all’insegnamento, specializzazioni. Adesso, anche basta. In realtà, la scuola viene usata per prendere consenso elettorale e se restiamo così non cambierà mai nulla. E invece è una cosa serissima. Siccome oggi la scuola parla alla metà delle famiglie del Paese, a 8 milioni di studenti, a un milione 250mila circa di lavoratori, questo fa sì che ci sia un’attenzione forte, ma che in passato non c’è stata. In realtà stiamo facendo cose meravigliose per la scuola italiana, a partire dalla digitalizzazione delle graduatorie provinciali che danno anche ai giovani la possibilità di iniziare il percorso all’insegnamento, giovani sempre maltrattati”.