Bagarre al Senato in occasione del question time della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Alcuni onorevoli della Lega hanno esposto uno striscione: “Azzolina bocciata, commissariata, va licenziata”. Per pochi minuti l’aula si è trasformata in una curva da stadio. Il Carroccio aveva già ampiamente espresso in più occasioni la sua insoddisfazione per l’operato della ministra.

Senatori di altri gruppi parlamentari, riporta l’Ansa, si sarebbero scagliati contro i leghisti perché l’onorevole Stefano Lucidi ha fotografato il drappo prima dell’intervento dei commessi parlamentari che hanno portato via lo striscione. “Giuda! Giuda!”, il coro che si è alzato nei confronti di Lucidi, che lo scorso dicembre è passato dal Movimento 5 Stelle alla Lega.

La senatrice del Carroccio Valeria Alessandrini, che aveva sottoposto la ministra a interrogazione, aveva chiesto le dimissioni di Azzolina: “Lei non è in grado di gestire la scuola in un’emergenza come questa. Non sarebbe stata in grado di gestire la scuola nemmeno in una situazione di normalità. Se ne è accorto anche il suo premier che l’ha voluta commissariare. Quindi ministro, le chiedo un atto di amore nei confronti della scuola: si dimetta dal suo incarico e lasci il suo posto a qualcuno davvero competente”. Alessandrini – e i leghisti con lo striscione – ha definito ‘commissariamento’ la designazione di Domenico Arcuri alla gestione delle riaperture a settembre.

La stesura di uno specifico protocollo di sicurezza, sul modello di quanto già fatto per gli esami di Stato, accompagnerà l’avvio del prossimo anno scolastico. Ci saranno appositi spazi di formazione per tutto il personale scolastico sulle tematiche digitali e sulla sicurezza”, ha dichiarato la ministra durante il question time. Azzolina ha anche annunciato la firma di un Protocollo con la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, gli Enti Locali e le Organizzazioni Sindacali del settore “che individua l’edilizia scolastica come ‘priorità’ da portare avanti anche terminata l’emergenza sanitaria. Si tratta di un piano pluriennale per la manutenzione, l’adeguamento e il rinnovo degli edifici scolastici con l’obiettivo di rendere moderni, antisismici, sicuri, accessibili e sostenibili il 100% degli edifici”.

Il ritorno in aula è previsto per il 14 settembre. Dal primo del mese però le classi saranno aperte per gli studenti che devono recuperare dei debiti nelle materie. Le linee guida pubblicate dal ministero a fine giugno facevano riferimento all’uso di mascherine per gli alunni di più di sei anni, distanza di sicurezza a un metro e poi la possibilità di riconfigurare del gruppo classe, turni differenziati, articolazione modulare di gruppi di alunni e di fare lezione anche il sabato. Gran parte delle decisioni verrà tuttavia presa dai presidi e dagli Enti locali, come previsto dall’Autonomia scolastica. La Regione Campania ha infatti annunciato che la scuola ripartirà il 24 settembre. L’Alto Adige riaprirà il 7 settembre. Le discussioni più accese erano nate in seguito alla scelta di votare alle elezioni amministrative il 20 e 21 settembre. E quindi di dover sottoporre gli istituti a chiusure, sanificazioni e riaperture a più riprese.

Altra querelle era scoppiata tra la ministra e il segretario della Lega Matteo Salvini. Il leader del Carroccio aveva dichiarato che non manderà la figlia a scuola con i plexiglass a dividere gli spazi in aula. Le linee guida tuttavia non facevano riferimento all’uso del plexiglass nelle aule.