Allarme della Cisl scuola per l’anno scolastico 2020-2021. Sono 85.150 le cattedre vacanti. Nel 2019 erano 64.149. “Avremo un inizio anno complicato, alla ricerca di supplenti, soprattutto al Nord, ovvero nelle aree più colpite dal covid – spiega la segretaria della Cisl scuola Maddalena Gissi – Non si può procedere solo per concorsi, come è stato fatto negli ultimi 4 anni, ma è necessaria una procedura di reclutamento e stabilizzazione come avviene nella Pa e in tutti contesti lavorativi come chiede la Corte di Giustizia europea”.

Gissi specifica che i numeri “non dipendono dall’attuale ministro. È l’effetto di una pianificazione insostenibile da parte del Ministero in questi ultimi 4 anni perché, come abbiamo più volte ribadito, le procedure assunzionali non hanno garantito la stabilizzazione di personale precario già in servizio da anni. Difatti anche per le assunzioni su quota 100 l’assenza di candidati a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento e da concorso ha reso impossibile la copertura di tutti i 4.500 posti autorizzati dal Mef riducendo di più di mille unità le assunzioni programmate”.

Per la sindacalista “la scuola, come avviene per il pubblico impiego, deve individuare delle formule di reclutamento che tengano conto dei futuri concorsi ma anche delle decine di migliaia di domande di pensione, evitando di lasciare a centinaia di migliaia di supplenti la gestione dell’attività didattica ordinaria”.

Venerdì scorso il ministero dell’Istruzione ha diffuso le linee guida per la riapertura delle classi dal 14 settembre. La scelta ha suscitato polemiche a causa delle elezioni amministrative previste il 20 e il 21 settembre con eventuali ballottaggi. “Sulla base dell’esperienza dettata dalla pandemia da Sars-cov-2, sarà necessario trasformare le difficoltà di un determinato momento storico in una vero e proprio volano per la ripartenza e per l’innovazione”, si legge nell’introduzione del testo del ministero. Un miliardo di euro sarà stanziato per la ripresa in un apposito fondo. Le scuole riapriranno in tutto il Paese il primo settembre per gli alunni che dovranno recuperare le insufficienze. Le lezioni cominceranno una settimana prima, il 7 settembre, nella provincia autonoma di Bolzano. Le scuole decideranno in autonomia gli orari di entrata e di uscita.

Le linee guida prevedono una pulizia costante degli edifici, igienizzanti e saponi. Almeno un metro di distanza tra gli studenti. Il Miur fa sapere di aver messo a punto un sistema informatico per individuare le scuole che hanno bisogno di interventi. Per la mascherina si rimanda alle indicazioni del comitato tecnico scientifico. Al momento le norme indicano l’utilizzo durante l’intera permanenza a scuola. Il dispositivo non è previsto per gli alunni disabili. Ciascun istituto potrà comunque fare ricorso a una gestione flessibile di orari, spazi, gruppi di alunni.