“Che succede con Balotelli? Che è nero, cosa vi devo dire. Sta lavorando per schiarirsi però c’ha molte difficoltà”. Con questa frase Massimo Cellino, presidente del Brescia, a margine dell’assemblea della Lega Serie A, ha risposto sorridendo a proposito dell’esclusione di Balotelli contro la Roma. Uno scivolone quello del patron bresciano, durante una analisi lunga della situazione delle Rondinelle, alla luce della classifica e della situazione che si è creata con l’ex attaccante della Nazionale.

“E’ successo che nel calcio ci sono squadre che combattono e vincono. Se noi pensiamo che un solo giocatore possa risolvere le partite, offendiamo la squadra e il gioco del calcio”, ha aggiunto. “Balotelli via a gennaio? Il mio allenatore ha fatto errore la settimana scorsa, parlando in conferenza di Balotelli e non della squadra. Balotelli l’ho preso a fine mercato, non per fare abbonamenti e vendere pubblicità. L’ho comprato perché poteva essere un valore aggiunto. Ma lo abbiamo fatto diventare un punto di debolezza per sovraesposizione. Se continuano a parlare di Balotelli facciamo male a lui e a noi stessi”, ha concluso Cellino.

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LA PRECISAZIONE – “In merito alle dichiarazioni rilasciate questo pomeriggio dal Presidente Massimo Cellino, riferite al nostro giocatore Mario Balotelli, Brescia Calcio precisa trattasi evidentemente di una battuta a titolo di paradosso, palesemente fraintesa, rilasciata nel tentativo di sdrammatizzare un’esposizione mediatica eccessiva e con l’intento di proteggere il giocatore stesso”. Così il Brescia Calcio in una nota sulle dichiarazioni rilasciate dal patron Cellino arrivando nella sede della Lega Serie A.

SOCIAL NEL MIRINO – Tradito da Balotelli? No, non leggo i social. Ma Mario dà più peso ai social che ai suoi valori da sportivo. Non l’ho preso per i social ma perché può ancora dire qualcosa nel mondo del calcio, quando sarà in condizione di farlo, se lo sarà, risponderà in campo” prosegue Cellino che aggiunge: “In quel momento tornerà ad essere un calciatore. Adesso mi sembra un po’ lontano dall’esserlo”, ha aggiunto. “L’ho preso sognando che fosse un valore aggiunto, ma non speravo assolutamente che fosse quello che doveva salvare la squadra. L’ho detto anche a lui. E’ troppo facile scaricare le colpe solo su Balotelli – insiste Cellino – e usarlo come capro espiatorio. E’ il motivo per cui ho cambiato allenatore. Andava più aiutato lui che noi, forse all’inizio eravamo in grado di farlo ma ma adesso ci siamo indeboliti come squadra ed è più difficile”. “Per questo dobbiamo parlarne il meno possibile e spegnere questi social. Sono la bestia del 2000”, dice ancora Cellino.