La felicità negli occhi di chi dopo tanto tempo si è potuto sedere nuovamente al tavolo per sorseggiare un caffè o mangiare una pizza riempie il cuore di gioia. Non solo dei cittadini che non vedevano l’ora ma anche nei ristoratori e baristi che finalmente possono vedere un po’ di luce infondo al tunnel. “È stato come il primo giorno di lavoro, stamattina ero emozionatissimo”, dice il titolare di un bar a piazza Vanvitelli a Napoli.

“È bellissimo bere una birra qui fuori – dice il titolare di una birreria in una traversa di via Scarlatti – Vedi? Sono uscito fuori a berla con i miei clienti per la felicità. È il simbolo della ripartenza”. “Lavorare ci fa sentire utili – dice la titolare di un grande ristorante e pizzeria in piazza Vanvitelli – Oggi c’è una felicità nell’aria che vale tutto”. “Aspettavamo questo momento da mesi – dice una nota pizzeria su via Scarlatti – ora speriamo solo che ci sia continuità. Non è facile aprire e chiudere di continuo, soprattutto per chi come me ha vari ristoranti”.

Per i clienti quest’apertura, anche se limitata ai soli locali con lo spazio all’aperto significa un piccolo ritorno alla normalità. “È bellissimo poter respirare all’aria aperta, mangiare al sole e godersi queste piccole cose che mi erano mancate tanto”, dice una signora che alle 12.30 era già seduta al tavolo per gustarsi il pranzo. “Non vedevamo l’ora, siamo stati i primi a sederci pe mangiare”, dicono un gruppo di amici, seduti ai tavoli distanziati come vuole la norma. E così un quartiere come il Vomero che da anni è dedito soprattutto alla ristorazione e allo shopping, sembra ritrovare il suo solito volto con tante persone che affollano i tavolini al sole. “Sembra essere tornati alla normalità, anche se non è così”, dicono un gruppo di signore che finalmente si possono godere due chiacchiere sedute al bar all’aperto.

Ma nell’aria c’è anche tanta delusione. “Io ho un locale con gli spazi interni molto ampi ma posso lavorare solo nel piccolo spazio esterno che ho a disposizione – dice il proprietario di un pub a piazza Vanvitelli – Se posso lavorare all’esterno in sicurezza perché non posso farlo anche all’interno? Bastava che mi concedessero di utilizzarlo al 50%. Così gli incassi sono più che dimezzati. A questo si aggiunge che io lavoro per lo più la sera e il coprifuoco non mi aiuta affatto”.

“Al tavolino posso servire i clienti ma al bancone no, l’ennesima assurdità – dice il titolare di un bar in piazza – C’è solo lo spreco di monouso quando se potessi usare le tazzine e bicchieri in vetro sarebbe tutto sterilizzato molto meglio”. C’è anche chi è rassegnato e demoralizzato come la trattoria su via Kerbaker. “Noi non abbiamo spazi all’esterno e quindi per noi non cambia nulla – dice dispiaciuto il cuoco – Continueremo a fare solo l’asporto e a incassare pochissimo. Ristori non ne arrivano e comunque non sono sufficienti. Dobbiamo arrangiarci”.

Nonostante la felicità per poter riaprire su bar e ristoranti pende ancora l’obbligo di chiusura alle 22. “In una città come Napoli, come fai a dire alle persone che devono sbrigarsi a mangiare e devono farlo entro le 21.45? Sarà un disastro la cena e soprattutto chi abita lontano dai nostri locali non potrà venire a cena”, dice u pizzaiolo. “Ci basterebbe anche solo un’ora in più e le cose andrebbero meglio”, dice una ristoratrice. C’è chi ha organizzato rigide fasce orarie per cenare, chi resterà aperto dalle 10 del mattino alle 22, chi ha aumentato il numero del personale per servire i clienti più velocemente e chi si è fornito di stufette e copertine pur di rimanere aperti anche a cena. Per il momento tocca adattarsi, accontentarsi e gioire per questo giorno che in tanti aspettavano da tempo anche se con tutte le riserve.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.