“Nessun altro dollaro dei contribuenti americani verrà speso per costruire il muro”. Joe Biden ha annunciato di aver rescisso l’ordine d’emergenza firmato da Donald Trump per finanziare la recinzione al confine con il Messico: il neo-presidente americano, in una lettera indirizzata alla Speaker della Camera Nancy Pelosi, ha riconosciuto come “non più necessaria” la dichiarazione di emergenza voluta dal suo predecessore, e ha annunciato l’intenzione di condurre una “attenta revisione” delle risorse inizialmente destinate al muro per reindirizzarle verso altri progetti.

I soldi, 2 miliardi e mezzo che dovevano andare al dipartimento della Difesa, furono stanziati da Trump all’inizio del 2019 dopo mesi di scontri con il Congresso. A distanza di cinque anni dalla campagna elettorale per le elezioni del 2016 può considerarsi archiviata la battaglia per la recinzione di contenimento contro l’immigrazione dal Sud America, della quale l’ex leader repubblicano aveva fatto un vero e proprio cavallo di battaglia, costruendo intorno alla promessa di fermare il flusso di persone dal Messico gran parte del suo consenso.

Nel gennaio 2017 Trump aveva anche firmato un ordine esecutivo che impegnava il governo alla costruzione della barriera. Sotto il suo mandato ne sono stati costruiti 732 chilometri lungo gli oltre tremila di confine. Già lo scorso 20 gennaio Biden aveva firmato un ordine per fermarne la costruzione, e aveva anche chiesto alla Corte Suprema una “valutazione della legalità dei metodi di finanziamento e di contrattazione” adottati dal Dipartimento della Difesa.

Secondo il Pentagono, però, i circa 3.600 soldati dispiegati lungo il muro rimarranno per adesso ancora lì a presidiarlo. Il loro lavoro è considerato estraneo alla costruzione materiale della recinzione e quindi non è coinvolto nel provvedimento.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.