Le manifestazioni in Russia represse con violenze e arresti di massa, l’incarcerazione del dissidente politico Alexei Navalny, il “dossier ucraino” e l’approvvigionamento di armamenti nucleari. Non deve essere stata una semplice telefonata di cortesia quella tra il neo eletto presidente americano Joe Biden e il suo omologo russo Vladimir Putin.

Come riportato dalla portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, i due leader hanno avuto un colloquio su argomenti molto delicati, rispetto ai quali il democratico si è mostrato critico nei confronti della gestione di Mosca. In particolare, l’avvelenamento e il successivo arresto del leader anti-sistema Navalny, che ha smosso le coscienze di oltre 40mila persone soltanto nella capitale, scese in piazza per protestare contro la repressione.

Circa i rapporti bilaterali tra Stati Uniti e Russia, Biden ha ribadito a Putin il supporto di Washington all’Ucraina di fronte a quella che è stata considerata una vera e propria “aggressione” da parte delle truppe sovietiche in Crimea. Si è parlato poi anche delle presunte “taglie” russe sui soldati americani impegnati in Afghanistan, e delle interferenze di Mosca nella campagna elettorale che nel 2016 portò alla vittoria di Donald Trump.

Dopo tante frizioni, però, è anche arrivato l’accordo sul rinnovo del trattato “Nuovo Start”, l’accordo che fissa un limite alle testate nucleari dispiegate dai due Paesi e ai rispettivi sistemi di trasporto. Firmato da russi e americani l’8 aprile 2010, stabilisce un tetto di 1.550 testate strategiche nucleari per parte, dispiegabili su un massimo di 700 sistemi di lancio: bombardieri, missili balistici intercontinentali, missili lanciati da sottomarini. La proroga di cinque anni è un segno distensivo e arriva a pochi giorni dalla scadenza del piano, prevista per il 5 febbraio.

È chiaro che dopo quattro anni di presidenza con Donald Trump e rapporti Usa-Russia tutt’altro che tesi, i due leader dovranno ridisegnare gli accordi pregressi, anche se Putin si è detto “favorevole” a una “normalizzazione” dei rapporti con gli Stati Uniti.

Sul fronte americano invece continua a intessere la sua tela politica Joe Biden, che ha telefonato anche al Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, ringraziandolo “per la sua salda leadership dell’Alleanza” e esprimendo la sua “intenzione di consultarsi e lavorare con gli alleati su tutte le questioni condivise di sicurezza”, come stabilito dall’articolo 5 dei trattati.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.