Non si fermano scioperi e manifestazioni in Bielorussia: a scatenare le tensioni il risultato, secondo l’opposizione falsato, delle elezioni che hanno confermato Alexander Lukashenko alla guida dello Stato a 26 anni dalla salita al potere, nel 1994. Le tensioni sono anche diplomatiche e perfino militari: dopo le accuse al governo di torture ai manifestanti, lo stesso presidente ha annunciato il dispiegamento di unità armate ai confini occidentali, con l’Unione Europea. Una risposta alle dichiarazioni dei governi stranieri sulla situazione in Bielorussia.

“Le unità sono in piena allerta – ha detto Lukashenko – e pronte ad adempiere ai loro obblighi”. Iniziati i pattugliamenti, i caccia sono in stato di allerta. Anche il presidente russo Vladimir Putin aveva definito le sollecitazioni a fermare le violenze da parte della cancelliera tedesca Angela Merkel e del presidente francese Emmanuel Macron delle “inaccetabili interferenze”.

Mosca ha chiarito la sua posizione: qualora necessario sosterrà militarmente Minsk. Putin ha avuto colloqui telefonici con i leader francese e tedesco e al presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. Smentite le dichiarazioni di Lukashenko secondo le quali la Nato stava rafforzando le proprie posizioni nella regione. La probabilità di tornare a elezioni ma soltanto dopo una modifica costituzionale sono sembrate all’opposizione solo una mossa del presidente per prendere tempo.

L’opposizione bielorussa, che gravita attorno alla figura della candidata alla presidenza Svetlana Tikhanovskaya, riunitasi nel Consiglio di coordinamento, ha riferito di puntare a nuove elezioni presidenziali e di voler assicurare un trasferimento pacifico del potere. Tra le personalità che hanno aderito al comitato spicca la scrittrice premio Nobel Svetlana Alexievich. Maria Kolesnikova. “Da parte nostra – ha affermato – confermiamo il desiderio e la disponibilità a costruire relazioni reciprocamente vantaggiose con tutti i paesi partner, inclusa la Federazione Russa”.

Domani alle 12 vertice in videoconferenza con Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea sui fatti di Minsk. Anche il parlamento lituano ha approvato sanzioni contro la Bielorussia. L’arcivescovo metropolita di Minsk-Mogilev, Tadeusz Kondrusiewicz, ha sollecitato il sostegno spirituale e medico per i detenuti. Il presidente della Conferenza dei vescovi cattolici di Bielorussia chiede anche al ministro degli Affari interni il rilascio immediato di tutti i detenuti.

“La posizione della politica europea è chiara. Credo che ora sarebbe utile che anche il governo italiano esprimesse con chiarezza la posizione del nostro Paese e il dissenso nei confronti di questa violenta repressione. Deve essere chiaro che anche noi siamo dalla parte di chi desidera la democrazia e il rispetto dei diritti umani”, no leha detto il coordinatore nazionale di Italia Viva, Ettore Rosato.

Redazione