Fermata la guerra tra bande: l'omicidio fallito e la vendetta contro figlio influencer
Blitz a Napoli, arrestato il figlio di Rita De Crescenzo. La tiktoker: “Gesù mi ha fatto la grazia, non dormivo più la notte”
C’è anche il 18enne Francesco Pio Bianco, figlio della tiktoker Rita De Crescenzo, tra le cinque persone arrestate all’alba di giovedì 7 maggio in un’operazione condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli, guidata dal primo dirigente Mario Grassia, e dalla polizia giudiziaria dei Commissariati di Montecalvario e San Ferdinando.
Rita De Crescenzo: “Sempre dissociata da tutto quello che faceva”
Ad annunciare l’arresto è stata la stessa De Crescenzo che in un breve video pubblicato sui social ha precisato: “E’ venuto il giorno che l’hanno arrestato, sono una mamma disperata. Già ero al corrente di tutto, purtroppo non ce la facevo più. La notte non mi faceva più dormire, mi sono sempre dissociata da tutto quello che faceva. Ogni mamma cerca di recuperare un figlio ma oggi è venuto il giorno che Gesù mi ha fatto la grazia e l’hanno arrestato. Io sono per la legalità, poi vi spiegherò tutto”.
Lo scontro tra bande di giovani
Bianco e altri sei coetanei, tutti residenti tra la zona del Pallonetto a Santa Lucia, i Quartieri Spagnoli e Montecalvario, sono stati arrestati con l’accusa di tentato omicidio e detenzione di armi. Nel mirino degli investigatori l’esplosione di colpi d’arma da fuoco in piazza Carolina, a ridosso di piazza del Plebiscito, avvenuti nei mesi scorsi quando, stando a quanto emerso, l’obiettivo dei pistoleri era quello di colpire un esponente della banda rivale.
“Kekko” così come lo chiama mamma De Crescenzo era stato già al centro di episodi controversi nei mesi e negli anni scorsi (nel 2023 si allontanò da una casa famiglia). Lo scorso febbraio 2026 venne accoltellato alla gamba nella zona di Montesanto. Circostanza quest’ultima riconducibile ad un tentato omicidio avvenuto nel giugno del 2025 dove Bianco e altri componenti del suo gruppo avrebbero provato ad uccidere un rivale che sette mesi dopo avrebbe consumato la sua vendetta accoltellando proprio il figlio della De Crescenzo.
Il blitz della polizia
Nella scorsa notte, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura per i Minorenni di Napoli, la polizia ha eseguito le ordinanze di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti di 7 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto e detenzione armi, tutti aggravati dalla finalità mafiosa.
L’agguato fallito
Il provvedimento cautelare compendia gli esiti delle indagini in relazione al tentato omicidio, avvenuto il 26 giugno 2025 in via Rosario a Portamedina a Napoli, ai danni di un giovane da parte degli odierni indagati, tre dei quali minorenni all’epoca dei fatti.
Le attività d’indagine hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine alle condotte degli indagati che, a bordo di più scooter, avrebbero esploso diversi colpi di arma da fuoco contro un giovane che li stava inseguendo, armato, con il proprio motorino, ponendo in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a provocarne la morte, senza riuscirvi per cause indipendenti dalla loro volontà.
In relazione al stesso episodio, anche la vittima dell’agguato è stata sottoposta a misura cautelare per detenzione e porto illegale di arma da fuoco, sussistendo gravi indizi di colpevolezza in ordine alla detenzione e al porto in luogo pubblico di una pistola, con l’aggravante mafiosa.
La vendetta e il ferimento del figlio della De Crescenzo
Inoltre, la vittima del tentativo di omicidio del 26 giugno 2026 è ritenuta gravemente indiziata in ordine al reato di lesioni personali aggravate e detenzione di armi atte ad offendere, in quanto il 16 febbraio scorso, in Napoli, in Vico Montesanto, per ritorsione avrebbe cagionato all’esecutore materiale del tentato omicidio ai suoi danni ferite da arma da taglio alla coscia sinistra.
Gli episodi appaiono inseriti in una dinamica di regolamento di conti, idonea a rafforzare l’idea di un’azione volta all’affermazione del potere egemonico sul territorio.
Durante l’esecuzione, avvenuta con il supporto dei Commissariati San Ferdinando, Montecalvario e Dante, del Reparto Prevenzione Crimine Campania, unità cinofile antidroga dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, un drone e un’unità eliportata, sono state effettuate diverse perquisizioni, durante le quali è stata rinvenuta una grossa busta contenente circa un kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana, di cui molta già suddivisa in bustine monodose pronte per lo spaccio al dettaglio e materiale per confezionamento sequestrata a carico di uno degli indagati che, all’arrivo degli operatori di polizia aveva tentato di disfarsene.
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