Il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli lo chiama “Osservatorio TikTok”, “che abbiamo istituito per combattere e denunciare il degrado culturale e la celebrazione della malavita”. Praticamente dalla sua attenta analisi del regno dei video tira fuori quello che per lui non va bene e lo ri-condivide sui suoi social. Il suo profilo Facebook dunque talvolta diventa una sorta di “colonna infame” a cui si attacca il malcapitato di turno, gettato alla mercè di qualsiasi leone da tastiera che può tirare insulti senza essere disturbato.

Dunque se l’obiettivo è quello di denunciare comportamenti scorretti o “il degrado culturale”, Borrelli finisce per incentivarlo. E la sua bacheca diventa la peggio “celebrazione della malavita”. Ma Borrelli forse non ha compreso come funziona TikTok e che non sempre è quel ricettacolo di massaggi negativi che crede. Attenzione: non sempre, perché in alcuni casi il consigliere ha ragione e le cronache lo dimostrano. Però capita anche che TikTok sia un luogo di ironia che può essere fraintesa.

Come è successo a Francesco, ragazzo 20enne di Salvator Rosa che in un video su TikTok “canta” un brano di Bandog, rapper napoletano che con le sue canzoni presidia simbolicamente la sua terra, Napoli, cantando e denunciando le negatività vissute anche in prima persona. Michele Santoro ha usato uno dei suoi brani come colonna sonora del docu-film Robinu. Dunque Francesco si vede nel video cantare un pezzo di un brano e Borrelli deve aver creduto che quella canzone fosse autobiografica. Tanto da prelevare il video e pubblicarlo sui suoi social.

Lì è subito partita la solita tempesta di insulti da tastiera. Ma fortunatamente anche le proteste di chi Francesco lo conosce di persona e lo difende raccontando chi è veramente. Sulla questione è intervenuta, sempre su TikTok la mamma di Francesco con un altro video indirizzato a Borrelli. “Faccio questo video a Francesco Emilio Borrelli che ha preso un TikTok di mio figlio e sulla sua pagina Facebook dando modo a persone di fare dei brutti commenti, insultare mio figlio, dire che fa la malavita, criminalità. Mio figlio non se lo sogna neanche perché è un onesto lavoratore che lavora 7 giorni su 7 per 20 euro al giorno ed è fiero così”, ha detto la signora Grazia.

“Non so a quale scopo il signor Borrelli ha fatto questo – continua la mamma arrabbiata – Io da mamma sono allibita. Mio figlio un padre ce l’ha e se vede bene il video non dice che fa criminalità ma è contro la criminalità. Le chiedo di rimuovere il video di mio figlio, non per il video ma per i brutti commenti”.

E tira fuori una questione secondo cui Borrelli, che è giornalista professionista, non verifica le notizie. “La prossima volta prima di fare una cosa del genere si venga ad informare. Abitiamo a Salvator Rosa. Venga a chiedere informazioni su che ragazzo d’oro è mio figlio. Ma non pubblichi un suo tiktok facendolo insultare dalle perone. So che lei va per il giusto. Ma non tanto perché se andasse per il giusto, non darebbe spazio alle persone di insultare un bravo ragazzo”.

Dopo un po’ arriva anche il video su TikTok del diretto interessato, Francesco, sempre all’indirizzo di Borrelli: “Faccio questo video per difendere la mia dignità d’uomo – dice – Lei ha fatto passare una brutta immagine di me condividendo il mio video fatto su TikTok sulla sua pagina Facebook. Molte persone sotto al suo post hanno detto che io ho la barba e i tatuaggi (e quindi sarei un criminale, ndr). Ho i tatuaggi perché per me sono una passione, sono significativi. Ho la barba perché mi piace esteticamente. Non credo sia un problema che uno per un tatuaggio o una barba appartenga al mondo criminale. Io sono un bravo ragazzo e lavoro per 20 auro al giorno 7 giorni alla settimana. Lavoro saltuariamente, non ho un lavoro fisso, mi arrangio come posso. Ho un figlio di 9 mesi e sono felice così. Vedere questi commenti mi ha fatto male perché sono un bravo ragazzo. Se chiede nel mio quartiere di me si renderà conto che ha fatto un grave errore. Invece di soffermarsi su tutta la corruzione che c’è in politica, i problemi che affliggono Napoli, si sofferma su un semplice Tik Tok? Così non risolviamo niente, anzi. Penso che se voi istituzioni vi soffermate su un Tik Tok stiamo rovinati”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.