Consigli per le feste
Buon Natale GenZ: idee regalo per studenti e giovani di una generazione etichettata
L’ascolto, un posto di lavoro a misura, gli strumenti per capire il mondo, la spinta a studiare. Le soluzioni per i doni utili a studenti e ragazzi (che possano anche salvare il portafoglio)
Lo so che mentre leggete questo numero del Riformista state ancora pensando a cosa regalare a parenti e amici. Vi vedo che state leggendo mentre con la testa pianificate tutte le tappe che vi aspettano nel weekend, sperando di trovare parcheggio o di non perdere troppo tempo in code chilometriche assieme ad altri ritardatari. Lo so che vi lamenterete per tutta la gente che c’è in giro e che arriverete a Natale esausti. Ma ecco un po’ di soluzioni per i regali da fare a studenti e ragazzi che possano anche salvare il vostro portafoglio e permettervi di fare bella figura.
Il regalo più atteso è l’ascolto. Non lo troverete in nessun negozio, ma è una cosa che manca come l’aria a una generazione che viene quotidianamente etichettata e che quotidianamente si vede insegnata o imposta un modo di approcciare la vita. L’ascolto è il dono più grande che si possa fare: significa mettersi sullo stesso piano, spogliarsi di ogni pregiudizio ed eliminare totalmente il giudizio del pensiero dell’altro. Significa mettersi in gioco davanti a loro, cercare di comprenderli, capirne esigenze e problemi, desideri e difficoltà, paure e certezze. Non basta chiedere “come va?” o “cosa hai fatto a scuola oggi?”, domande cui ogni adolescente risponderà sempre con un cenno della testa. Si può spegnere la televisione, affrontare temi difficili, raccontare le proprie esperienze e capire i punti in comune con quelle dei ragazzi di oggi. Significa mettersi nei loro panni e vestirli senza giudicarli.
Altrettanto apprezzato sarà un posto di lavoro a misura di GenZ. In un contesto in cui l’occupazione giovanile diminuisce costantemente e i precari aumentano sempre di più, sarebbe un regalo molto gradito avere le opportunità lavorative che oggi mancano. Non si intende solo un posto di lavoro (sogno di tanti, non solo GenZ): ma un posto di lavoro a loro misura. Un luogo in cui lo smartworking è davvero intelligente e non condizionato a parametri folli, un luogo dove la cultura aziendale è salda e forte e permette di crescere e di sentirsi parte di qualcosa di più grande, in cui i valori non sono piegati solo a logiche di business ma rimangono valori. Un posto in cui la formazione è parte integrante della vita in azienda e dove sia davvero impattante. Un posto su cui ogni ragazzo possa contare per mettere delle basi solide per la propria vita personale. Farete felice ogni ragazzo se smetterete di definire la GenZ come una generazione di scansafatiche. Tra tutte le cose che si dicono (sempre sul telefono, interessata a nulla, poco intraprendente, apatica…) questa è la più lontana dalla realtà. Perché la realtà è che lo spirito di sacrificio c’è: ma non si può definire sacrificio il pagare 1500 euro di affitto una stanza in condivisione con altri 10 ragazzi per poter studiare all’università o il dover lavorare senza una paga e senza prospettive future. Il sacrificio è nell’impegno che mettono, nel come diamo loro spiegazioni e mezzi per capire che è volto a un obiettivo e una crescita. Il sacrificio e l’approfittarsene sono due cose differenti, ecco: loro l’hanno già capito e cercano di marcare questa differenza.
Un regalo utile sarà dare spiegazioni e strumenti per capire il mondo in cui vivono. In questo momento ci sono due guerre a pochi chilometri da noi, su TikTok si vedono continuamente stragi e immagini di civili in fuga dalle proprie abitazioni. La crisi climatica viene spesso ridotta a battaglie ideologiche dove la cura per l’ambiente lascia il posto a quella per la polemica. In casa si è parlato di bollette, scontrini della spesa e difficoltà economiche in maniera sempre più ricorrente. Nascono movimenti estremisti in ogni parte del mondo, anche dove non si pensava potessero emergere. Ma questo non è il mondo che si è costruito la Generazione Z, ma semplicemente quello in cui si sono trovati: spiegarlo, dare loro ogni tipo di informazione, spingerli a informarsi su fonti accreditate, scavare a fondo cercando i perché è cosa buona e giusta. Difficile, perché molte volte il mondo attuale è inspiegabile anche per gli adulti, ma necessario per far sì che questo mondo cambi anche grazie a loro.
Inatteso ma apprezzato ma sarà spingerli a studiare e inseguire i loro desideri. Abbiamo la percentuale di Neet tra le più alte in Europa mentre il tasso di abbandono scolastico sta raggiungendo livelli insostenibili. Diminuiscono le imprese giovanili e aumentano i ragazzi che non tornano più da esperienze all’estero. Fenomeni diversi tra loro ma legati da un fattore comune: l’assoluto disincanto verso il proprio futuro. Che sia uno studente che abbandona la scuola o uno che sceglie di non mettersi in proprio per evitare i rischi, che sia un ragazzo che cerca fortuna all’estero o chi si chiude fino a non fare nulla per sé: non deleghiamo totalmente loro la scrittura del loro futuro. Sproniamoli a rischiare, diamo loro gli strumenti per capire i loro talenti e cogliere le opportunità. Saranno riconoscenti se riceveranno il rispetto verso la loro attenzione per la salute mentale. Non è un trend né un segno di debolezza: l’attenzione verso la salute mentale di questa generazione è una novità rispetto alle generazioni precedenti, e, forse, la battaglia che più di tutte sta incontrando ostacoli e ironie. Ben vengano invece ragazzi che cercano un confronto e di cambiare modelli e preconcetti: sostenere la richiesta dell’istituzione dello psicologo scolastico o di base, prevedere modelli organizzativi in azienda che la tutelino, dare loro la possibilità di affrontare e condividere i problemi quotidiani è un gran bel regalo. Che contribuisce a rendere questa società migliore, per loro e per noi. Parlare di salute mentale non è un tabù: è una sfida.
Ci sono tanti altri regali, sempre a costo zero, che si possano fare. O, meglio, il costo c’è ma non intacca il portafoglio. Richiede impegno, costanza, uno sforzo nello scardinare preconcetti che magari abbiamo, anche normalmente, verso una generazione particolare. Richiede tempo per capire come creare un confronto con ragazze e ragazzi; necessita di una bella apertura mentale nel sostenere discussioni su cui siamo impreparati o non pronti, o da cui potremmo uscirne sorpresi o disarmati. Tutte cose che non richiedono un pagamento, ma, anzi, che arricchiscono. In alternativa, l’ultimo modello di iPhone è un regalo sempre gradito. Buon Natale GenZ, e buon Natale a chi la rispetta.
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