“Torno alla mia vera aula, quella universitaria e starò in silenzio stampa almeno fino all’autunno. Ho detto quello che dovevo. Ora per un po’ non andrò in tv e in radio e non sarò sugli altri media. Piuttosto vorrei scrivere un testo universitario, dedicarmi ai miei studenti: mi sono mancati”.

Roberto Burioni, 57 anni, medico, ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università ‘Vita-Salute San Raffaele’ di Milano, lo ha detto al Corriere della Sera. Precisando sulle sue comparse in tv: “Io non sono un presenzialista! E’ soltanto una bufala, vado in televisione meno di altri, ma ora stacco la spina”.

Nell’intervista al Corriere della Sera, Burioni replica alle polemiche relative a un articolo de L’Espresso che ricostruiva le consulenze del virologo. “In generale in questi anni mi hanno ferito più gli attacchi di quelli che la pensano come me che quelli dei complottisti. Sulle consulenze dico una cosa semplice: chi dovrebbe aiutare la ripartenza di un Paese se non un esperto di queste questioni? Se la Ferrari mi chiede un aiuto, dovrei dire di no? Io ritengo che sia un dovere dare una mano. E un professionista va pagato, perché altrimenti si tratta di sfruttamento. Mi hanno accusato di speculare sulla pandemia persino quando è uscito il mio ultimo libro, Virus, anche se tutti sapevano che i proventi sarebbero andati alla ricerca”.

Qualche sassolino anche contro una certa politica che prima della pandemia criticava i vaccini: “Oggi – spiega Burioni – la politica ci chiede certezze ma quando, appena qualche mese fa, dicevamo che i vaccini sono indispensabili, una certa politica ci ha sbeffeggiato e ha strizzato l’occhio ai complottisti”.