Il centrosinistra non riesce proprio a trovare pace. E la maretta tra l’asse Verdi-Sinistra Italiana e Azione si fa sempre più aspra. Una battaglia che si sta consumando a colpi di tweet i cui toni si accendono ora dopo ora. “Agenda Draghi? Non esiste. Lo ha detto Draghi stesso. Povero Calenda, deve correre in cartoleria a comprarsene un’altra. Noi intanto lavoriamo per un’Italia più giusta e più verde”, scrive su Twitter il leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. La risposta di Calenda non tarda ad arrivare: “Direi che abbiamo raggiunto un punto di chiarezza. Mi pare del tutto evidente che c’è una scelta netta da fare per il Pd, che ha siglato un patto chiaro con noi che dice l’opposto. A queste condizioni per quanto ci concerne non c’è spazio per loro nella colazione”.

La polemica arriva dopo l’incontro tra Letta Fratoianni e Bonelli concluso con gli ultimi due che hanno chiesto altre 48 ore per riflettere. Tutto è iniziato con l’accordo raggiunto tra Azione e Partito Democratico dove viene sottoscritto l’impegno a portare avanti l’”agenda Draghi”. Su questa terminologia si è espresso anche lo stesso Mario Draghi in conferenza stampa presentando il Dl Aiuti bis. Draghi ha specificato che si tratta “Sostanzialmente è una serie di risposte, interventi e riforme. Si pensi alla pandemia di Coronavirus, ai fondi che sono arrivati grazie al Pnrr e agli obiettivi raggiunti, alla crescita straordinaria di questi due anni”.

Fratoianni aveva già fatto sapere che “una coalizione che abbia al centro del proprio programma l’Agenda Draghi per noi non è praticabile”. A queste dichiarazioni ha fatto riferimento Fratoianni, da giorni in trattativa con il Pd per allargare il fronte del centrosinistra. I dem cercano l’alleanza con SI e Verdi, ma a Calenda, forte dell’intesa recentemente ottenuta, non vanno giù le prese di posizione dei due partiti di sinistra, oltre all’agenda anche il no alla Nato. C’è chi prova a far placare gli animi: “Carlo Calenda e Nicola Fratoianni fermatevi! Ci aspetta una sfida molto più grande dell’interesse dei nostri partiti: evitare che l’Italia finisca in mano a una destra sovranista e incapace. Per iniziarla e vincerla occorre rispettarci a vicenda e accettare le nostre diversità”. Lo scrive su Twitter il ministro della Cultura, deputato Pd, Dario Franceschini.

Ma Calenda non ci sta: “Dario, il terzismo alla volemose bene con noi non funziona. Avete firmato un patto. NATO, rigassificatori, equilibrio di bilancio, revisione rdc, agenda Draghi. Dall’altro lato c’è una dichiarazione al minuto contro tutto questo. Chiarite. Punto”. A stretto giro di posta è arrivata anche una nota di Luigi Di Maio: “Dopo essere partito dal ‘grande centro’, Calenda è diventato un ‘gregario’ della coalizione di centrosinistra. Di conseguenza, capisco le sue difficoltà a spiegare, anche ai nuovi arrivati del suo partito e al suo elettorato, che alla fine si candida nel centrosinistra. Sorprende, però, che alla fine proprio Calenda – che si innalza a paladino dell’anti-grillismo – nelle sue dichiarazioni e nei suoi tweet sia diventato il più estremista di tutti. Con questo atteggiamento sta solo disgregando la coalizione di centrosinistra prima ancora che si formi, facendo un regalo alle destre. Ovviamente Calenda può fare quello che vuole, ma con meno arroganza e più rispetto”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.