Dopo due giorni di polemiche e critiche, di indignazione e disappunto espressi dagli avvocati, è arrivato in serata l’ordine di servizio firmato dal dirigente amministrativo del Tribunale di Napoli con cui viene sospeso “con decorrenza immediata” il provvedimento emesso ieri, primo luglio, dal coordinatore del settore penale.

La sospensione vale per il punto in cui si dettavano nuove regole per la gestione dei servizi di cancelleria prevedendo il pagamento di una marca di 3,87 euro per conoscere le date di rinvio dei processi. Era il punto per il quale gli avvocati si sono indignati in questi due giorni. È stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha reso più netta la spaccatura tra la classe forense e il personale amministrativo del Palazzo di giustizia di Napoli, uno strappo che si era determinato nei mesi scorsi sui tempi e sulle modalità della ripresa dell’attività giudiziaria dopo il periodo di lockdown.

Nel documento firmato questa sera dal dirigente amministrativo si fa riferimento a una decisione presa “d’intesa con il presidente del Tribunale”, e si dispone la sospensione della circolare del coordinatore del settore penale “in cui sono indicate le modalità di gestione dei servizi di cancelleria relativi alla necessità dell’attestazione scritta per la comunicazione dei rinvii d’udienza e – si legge – della sua “onerosità”. Gli avvocati, quindi, non dovranno più pagare per conoscere le date dei processi. I capi degli uffici hanno fatto un dietro front, condividendo la richiesta del Consiglio dell’Ordine degli avvocati, dalla Camera penale e dell’Associazione Giovani Penalisti di Napoli. La decisione sicuramente soddisferà i penalisti ma c’è da aspettarsi che non placherà subito la loro ondata di indignazione e di delusione.