A Palazzo di giustizia comincia, dall’8 giugno, la fase 3, il che vuol dire nuove linee guida, più udienze e più processi. In sintesi, un nuovo e più incalzante ritmo per la giustizia napoletana. Lo ha stabilito il presidente del tribunale di Napoli Elisabetta Garzo con un decreto emesso ieri pomeriggio e avallato dal presidente della Corte di Appello Giuseppe De Carolis, dal procuratore generale Luigi Riello, dal procuratore Giovanni Melillo, e sentiti il Consiglio dell’ordine degli avvocati presieduto dall’avvocato Antonio Tafuri e la Camera penale di Napoli guidata dal penalista Ermanno Carnevale. Le nuove linee guida detteranno le regole di sicurezza e di gestione dell’emergenza Covid fino al 31 luglio, data che per il momento è stata individuata come termine del periodo emergenziale.

Si parte da una premessa: l’attuale curva epidemiologica consente una riprogrammazione delle attività giudiziarie del settore penale, una revisione quindi delle stringenti misure adottate dal 12 maggio per riprendere l’attività giudiziaria in sicurezza ma tanto contestate dagli avvocati e tra i motivi di polemica con i cancellieri. Dall’8 giugno, quindi, si apre una nuova fase per il settore penale a Napoli. La principale novità riguarda le udienze con rito collegiale che saliranno a cinque o sei al giorno a fronte delle tre previste finora, ma “stabilendo l’orario di inizio di ciascuno – si legge nel provvedimento della presidente Garzo – e, ove possibile, una rigorosa calendarizzazione delle attività da svolgere, così garantendo l’osservanza di tutte le condizioni di sicurezza per la salute dei giudici, degli ausiliari e delle parti presenti”. I processi in calendario per la trattazione in aula, con l’indicazione dell’orario in cui saranno trattati, saranno pubblicati sul sito istituzionale del Tribunale almeno sette giorni prima della data fissata per l’udienza.

Altra novità riguarderà le udienze davanti al giudice monocratico che passeranno da cinque a dieci al giorno, e individuate secondo l’ordine di priorità e urgenza previsto dal protocollo di intesa stipulato con la Procura di Napoli. I processi non inclusi tra quelli da trattare saranno rinviati in udienza nella fascia oraria dalle 9 alle 10,30, mentre i processi che saranno effettivamente celebrati saranno comunicati sul sito istituzionale del Tribunale con un preavviso di sette giorni. Chi fra le parti, inoltre, volesse segnalare l’urgenza di un’udienza dovrà farlo con almeno 15 giorni di preavviso tramite posta elettronica certificata e non saranno inclusi tra i processi da trattare quelli per i quali le parti acconsentano alla trattazione da remoto, sempre a condizione che gli strumenti tecnici a disposizione consentano il collegamento da remoto. Nessuna novità, invece, per il pubblico in aula, infatti le udienze continueranno ad essere a porte chiuse per ragioni di sicurezza e per evitare assembramenti.

Nel provvedimento, inoltre, si fa anche esplicito riferimento alla necessità che i difensori si rechino in Tribunale “nel rigoroso rispetto dell’orario di fissazione loro comunicato” e alla possibilità di “sostare nelle aree antistanti l’aula di udienza osservando il distanziamento sociale e usando i dispositivi di protezione individuale”. Eccole, dunque, le nuove regole a Palazzo di giustizia, dopo i mesi di lockdown e una fase 2 cominciata il 12 maggio con un flash mob di protesta degli avvocati e le richieste dei penalisti di premere sull’acceleratore e rimettere in moto la macchina del settore penale, mentre cancellieri e personale amministrativo venivano indicati come gli interlocutori più restii ad una riapertura totale del Palazzo di giustizia e più disposti invece a prolungare l’adozione delle misure di distanziamento e lavoro da remoto come misure di sicurezza.