Chi pensa che la scissione del M5S sia scontata deve oggi fare i conti con la presa di posizione del presunto capo clan degli scissionisti: Gianluigi Paragone. Il M5s è effettivamente diviso in due: metà dice che la scissione si farà e l’altra metà no. Ma di intestarsi l’iniziativa non se ne parla. I retroscenisti si sperticano: “Operazione pronta”, troviamo sui grandi giornali. Però nei gruppi si parla molto più di Mara Carfagna e della sua “Voci Libere”, che oggi annuncia in conferenza stampa i contorni del progetto, piuttosto che di fuoriuscite grilline.

La strigliata di Beppe Grillo pesa. «O diventiamo un partito organizzato o si muore». Il roboante annuncio dei sedici nuovi facilitatori lascia già il terreno alla necessità di serrare meglio le fila. È soprattutto la Lega che si lecca i baffi, pensando a nuovi arrivi pentastellati. Se ci sono altri 5S che vogliono venire da noi? «Ce ne sono…». Così Gian Marco Centinaio, senatore della Lega ed ex ministro dell’Agricoltura a Radio1 Rai. Quando gli si chiede se c’è qualche grillino a cui hanno detto di no, risponde: «Certo, non prendiamo tutti, alcuni non rientravano nei nostri standard e gli abbiamo detto di no».

Tra i Cinquestelle che potrebbero approdare nella Lega c’è anche Gianluigi Paragone? Noi lo abbiamo chiesto all’interessato. «Non è vero un tubo che sto lavorando a una scissione. Quello che ha scritto qualcuno (Repubblica, ndr) non ha alcun senso», ci dice l’ex conduttore televisivo, da molti indicato come il Caronte traghettatore di anime da Di Maio a Salvini. «Io ho votato la fiducia al governo Conte e dovrei fare la scissione per un gruppo che vota contro il governo Conte? È privo di logica politica. La mia uscita dai Cinque Stelle è una cazzata colossale».

Al netto delle coloriture, rimane una operazione non meno insidiosa per la tenuta della maggioranza. Se non è alle viste un nuovo soggetto politico di ex grillini, il loro permanere in pancia a Di Maio potrebbe rivelarsi logorante. Se Paragone, per ricordare il suo ultimo successo televisivo, rimane nella Gabbia, qualcuno lo accusa di costruire una Quinta colonna. Rimane all’interno del M5S – che non fa mistero di non volerlo più ricandidare – con la probabile intenzione di tornare alla Lega: Paragone era stato Direttore del quotidiano di via Bellerio, La Padania, nel 2005. “Certi amori non finiscono”, cantava Venditti: “Fanno dei giri immensi e poi ritornano”.