Il rischio di incassare due figuracce alle prossime regionali in Emilia Romagna e Calabria, le rivolte nei gruppi parlamentari con numerose fuoriuscite e il caso delle mancate rendicontazioni che sta spaccando la tenuta tra i ‘portavoce’. Non c’è pace per Luigi Di Maio, il leader del Movimento 5 Stelle e ministro degli Esteri alle prese con settimane incandescenti, stretto tra un Beppe Grillo che gli ha imposto il patto di governo col Partito Democratico e il protagonismo sempre più marcato del premier Giuseppe Conte.

DIMISSIONI IL 20 GENNAIO? – Segnali sempre più forti di insofferenza alla sua leadership che, secondo “l’house organ” del movimento, ‘Il Fatto Quotidiano’, starebbe spingendo lo stesso Di Maio a rinunciare al ruolo di capo politico. Il giornale di Marco Travaglio scrive che il ministro “potrebbe lasciare la carica attorno al 20-21 gennaio, appena eletti i nuovi facilitatori regionali del Movimento”.

LA REAZIONE DELLO STAFF 5 STELLE – Una ricostruzione seccamente smentita dallo staff del Movimento 5 Stelle, che in una nota tenta di spegnere le polemiche sulle dimissioni da leader politico di Di Maio. L’articolo del ‘Fatto’ viene definito “surreale”. “Un retroscena che riporterebbe il pensiero di svariate ‘fonti’ interpellate che sembrano però fare il tifo per una certa narrazione – spiega lo staff del capo politico – quando nel pezzo alle fonti dirette viene riservato mezza riga di smentita”.  “Appare anche singolare la scelta di aprire il giornale con questo falso retroscena quando lo stesso Di Maio in queste ore è impegnato in importanti dossier di politica estera, come la Libia, di forte interessa nazionale e che interessano la sicurezza del nostro Paese. È un fatto gravissimo – sottolineano dall’entourage di Di Maio – che ci sorprende”.