Il Venerdì Santo si rivela per il Cardarelli e per la Romeo Gestioni un giorno da trincea. Tutti al lavoro, rispettando quella che all’esterno però dà l’idea di una pace armata tra i dirigenti del più grande ospedale del Sud e i titolari dell’azienda che si occupa delle pulizie e della sanificazioni delle aree sanitarie a basso, medio, alto e altissimo rischio. La lettera dell’amministratore delegato della Romeo, Enrico Trombetta, era da giorni sulle scrivanie dello staff strategico del Cardarelli, del prefetto Marco Valentini e, ovviamente, era stata inoltrata al governatore Vincenzo De Luca – il politico che ogni giorno segue le problematiche della sanità – per comunicare che il clima di frizioni esistenti tra chi guida il Cardarelli e chi nella struttura organizza pulizie e sanificazioni sta provocando un pericoloso crac.

Con riferimento alla proroga tecnica all’originario contratto 435 del 2014 – chiarisce Trombetta nella lettera – comunichiamo la nostra indisponibilità a proseguire ulteriormente il rapporto in essere”. Un annuncio a sorpresa in un momento particolare per due motivi: la pandemia di Coronavirus, che mette in ginocchio l’Italia e il mondo, e il clima che si respira in questi giorni di “festa” alla vigilia di una Pasqua che tutti ricorderanno. Giuseppe Longo, manager che ad agosto è stato nominato dal governatore De Luca direttore generale del Cardarelli, ha preso atto con imbarazzo della comunicazione della Romeo Gestioni. Per lui è stata quasi una gomitata di ritorno che l’ha lasciato basito. Longo ha scelto il silenzio, perché sa che ufficialmente tocca a lui risolvere una situazione così delicata. Ma non dimentica che per il Cardarelli un importante passaggio di cantiere comporta tante conseguenze. La valutazione politica, sociale e sanitaria di un’operazione che mette in difficoltà i 365 operai che lavorano per la Romeo Gestioni – è inutile nasconderlo – coinvolge il governatore De Luca e i suoi collaboratori che devono scegliere la rotta da seguire. Poi toccherà al prefetto Valentini convocare tavoli di concertazione per evitare che il Cardarelli si ritrovi senza pulizie e sanificazione proprio durante la pandemia Covid.

Durante questi sei anni di lavoro in ospedale non sono mancati disguidi e incomprensioni, compresi i recenti distinguo dello staff strategico del Cardarelli sui rischi da Coronavirus. Con una comunicazione firmata dai tre direttori generali l’azienda ospedaliera ha chiarito alla Romeo Gestioni che autonomamente si sarebbe dovuta occupare dello stato di salute dei suoi operai. Ok per il controllo della febbre e per i presidi di sicurezza personale, ma un’azienda che garantisce le pulizie di un grande ospedale non può effettuare tamponi nasali o kit rapidi ai propri dipendenti. E, manco a farlo apposta, l’ultimo accertamento sanitario ha confermato il contagio da Covid per due dipendenti della ditta di pulizie. I due lavoratori ieri non si sono presentati in ospedale: sono in quarantena obbligatoria. Intanto la ditta di pulizie aspetta che la direzione sanitaria del Cardarelli, nel rispetto dei suoi percorsi di sicurezza, indichi se ci sono altre persone per le quali è obbligatoria la quarantena. Tra i 365 addetti alle pulizie lo staff di Giuseppe Russo, direttore sanitario del Cardarelli, deve individuare chi ha condiviso con i contagiati gli stessi turni frequentando stessi locali e spogliatoi. Impresa tutt’altro che facile.