Prima il preavviso di sfratto, poi il sequestro preventivo del palazzo. Dopo 17 anni di occupazione CasaPound, il movimento di estrema destra, dovrà lasciare la sede storica – occupata – dell’Esquilino. Non senza rumore però.

Piazzale Clodio chiede e ottiene dal Gip il sequestro per occupazione abusiva. La Procura della Repubblica capitolina contesta i reati di associazione a delinquere finalizzata all’istigazione all’odio razziale e occupazione abusiva di immobile nei confronti, tra gli altri, dei vertici del movimento di estrema destra di Casapound: Gianluca Iannone, Andrea Antonini e Simone Di Stefano. Con loro, altre tredici persone.

E il pomeriggio stesso, dopo la notifica della Digos, gli attivisti della tartaruga frecciata chiamano a raccolta, davanti al civico 8 di via Napoleone III, gli amici, ma anche i rappresentanti delle istituzioni, gli esponenti del mondo della cultura e, scrivono su Facebook, “tutti gli uomini liberi”,

Sul ‘Primato Nazionale’, testata online, il movimento spiega che a Roma ci sono più di 80 immobili occupati abusivamente, 23 sono da sgomberare in via prioritaria perché interessati da procedimento giudiziario: “Tra i casi elencati sul sito del ministro dell’Interno si legge che tra questi rientra il ‘sequestro preventivo’. Insomma Casapound balza in avanti nella classifica”.

E’ la “vendetta di Virginia Raggi, ossessionata perché non è stata in grado una volta di replicare alle legittime domande del movimento sui problemi della capitale”, spiegano su 7Colli, altro sito vicino al movimento. Considerano “incredibile” che con i problemi di Roma, con “intere porzioni del territorio sfuggite al controllo legittimo del comune, la priorità della Raggi sia un’occupazione a scopo di emergenza abitativa”. Lì non si spaccia, rivendicano, come alla stazione Termini, a Tiburtina o all’ex colonia di Ostia. E addebitano l'”accanimento” a una “campagna elettorale” per l’imminente ricandidatura.

La sindaca però non si lascia intimorire e, a caldo, celebra il sequestro come “Un momento storico, una vittoria per la città”. Poi ringrazia la procura di Roma per l'”ottimo lavoro”: “Si va a ristabilire la legalità”. Anche l’Anpi festeggia il raggiungimento di un risultato che “fa onore ad anni di battaglie antifasciste per la piena attuazione della Costituzione”.

Intanto i toni, sui social, si alzano. Da un account poi eliminato parte un tweet contro la prima cittadina che passa il segno: “Vuoi mettere in strada 20 famiglie italiane, ti ricordo che fra un anno l’attenzione mediatica e la scorta spariranno e tu tornerai a essere la nullità che eri, ma il tuo nome resterà scritto in eterno nel libro nero dei camerati. Che hanno buona memoria. #Casapound”. In difesa della Raggi si alza un muro di solidarietà pentastellata. Le minacce sono espressione di “becero squadrismo” per il ministro Federico D’Incà. “Dopo ogni azione massiccia di ripristino della legalità arrivano puntuali le minacce”, fa notare il capogruppo in Campidoglio, Giuliano Pacetti: “Siete solo dei vigliacchi e dei vigliacchi non si può avere paura”. E la deputata Giulia Grillo gli fa eco, analizzando il comportamento dell’anonimo utente che prima minaccia e poi cancella il post: “piccoli bulli contro donne grandi così”.