E Matteo Salvini scoprì o riscoprì il garantismo e la presunzione di innocenza e il disgusto e l’indignazione per la gogna pubblica. Ci voleva il caso Luca Morisi, quello che gli è esploso per le mani mentre la Lega sembra sfilacciarsi, tra le sparate No Vax e No Green Pass di alcuni e le bordate ultra-governiste e anti-populiste di altri, come il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. E il tutto a meno di una settimana dalle amministrative che per il centrodestra e il Carroccio saranno presumibilmente una debacle in più di una situazione.

Morisi è indagato dalla Procura di Verona per cessione di stupefacenti. È stato a capo de “La bestia”, la macchina di propaganda social che ha contribuito a trasformare la Lega in un partito nazionale, a portarlo al governo con il Movimento 5 Stelle e fino a superare il 34% alle elezioni Europee del 2019. Lo stratega dei social aveva dato la settimana scorsa notizia delle sue dimissioni dai social del Carroccio e del “Capitano”. Per motivi personali, non motivi politici. “Non ho commesso alcun reato ma la vicenda personale che mi riguarda rappresenta una grave caduta come uomo – ha scritto ieri in una nota Morisi – Chiedo innanzitutto scusa per la mia debolezza e i miei errori a Matteo Salvini e a tutta la comunità della Lega a cui ho dedicato gli ultimi anni del mio impegno lavorativo, a mio padre e ai miei famigliari, al mio amico di sempre Andrea Paganella a fianco del quale ho avviato la mia attività professionale, a tutte le persone che mi vogliono bene e a me stesso. Ho rassegnato il 1° settembre le dimissioni dai miei ruoli all’interno della Lega: è un momento molto doloroso della mia vita, rivela fragilità esistenziali irrisolte a cui ho la necessità di dedicare tutto il tempo possibile nel prossimo futuro, contando sul sostegno e sull’affetto delle persone che mi sono più vicine”.

La notizia dell’indagine è trapelata ieri. Tre giovani fermati a metà agosto hanno accusato Morisi di avergli ceduto della droga liquida. A casa dello spin-doctor, in una perquisizione, sono stati trovati due grammi di cocaina. È diventata la notizia del giorno. E Salvini ha perso le staffe. “Sono spiaciuto della schifezza mediatica che condanna le persone prima che sia un giudice, un tribunale a farlo – ha detto a Telelombardia – Non conosco la vicenda, sono vicende personali. Luca è una gran brava persona, un amico”. Ci sono giornalisti che sbattono “il mostro in prima pagina. Se poi la settimana prossima uscirà, come sono convinto, che il dottor Luca Morisi non ha commesso alcun reato, chi gli restituirà la dignità? Chi gli chiederà scusa?”, ha continuato il segretario del Carroccio.

In un Paese civile prima di condannare qualcuno, prima di sputtanare qualcuno si aspetta che sia la giustizia a fare il suo corso. E faccio un esempio. Per mesi le prime pagine dei giornali hanno parlato dei fondi russi, Salvini ha preso i soldi dalla Russia, scandali, inchieste intercettazioni. E il risultato dopo anni di infamie: zero. Se tutti attaccano solo la Lega – ha aggiunto – siamo gli unici che danno veramente fastidio a un sistema che vorrebbe portare indietro l’Italia. Se Luca ha sbagliato nella sua vita privata sono il primo a dirgli: ‘Ma che diamine hai fatto? Ma perché? Però è una vicenda privata. Io non mi sono mai permesso di commentare le vicende del figlio di Grillo o degli amici di Conte o di qualche altro politico di sinistra. Io mi fermo davanti all’uscio di casa“.

Proprio come si era fermato davanti all’uscio di casa del presunto spacciatore del Pilastro a Bologna, nel virale siparietto dello “scusi, lei spaccia?” al citofono. O in altri casi sui “venditori di morte”. Oppure con i migranti che una propaganda aggressiva e totalizzante ha voluto per anni spacciatori o violentatori a prescindere. Un garantismo sacrosanto insomma quello del segretario della Lega, anche e soprattutto se riguardante la tragedia personale e privata di una persona, ma purtroppo a targhe alterne. E comunque forcaiolo perché – nei suoi termini – neanche un condannato dovrebbe essere “sputtanato”.

Salvini era stato criticato per gli stessi motivi ieri, quando dopo che la notizia dell’inchiesta è arrivato sui giornali aveva pubblicato una foto con Morisi postando: “Quando un amico sbaglia e commette un errore che non ti aspetti, e Luca ha fatto male a se stesso più che ad altri, prima ti arrabbi con lui, e di brutto. Ma poi gli allunghi la mano, per aiutarlo a rialzarsi. Amicizia e lealtà per me sono la Vita. In questa foto avevamo qualche anno e qualche chilo in meno, voglio rivederti presto con quel sorriso. Ti voglio bene amico mio, su di me potrai contare. Sempre”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.