In questi giorni in cui il dibattito politico è particolarmente acceso mi sono posta due domande, anche in vista della prossima campagna elettorale. La prima: quali sono i temi oggetto di confronto? La seconda: qual è il metodo impiegato? Le risposte che mi sono data non sono per nulla incoraggianti, in quanto i temi del dibattito derivano da episodi drammatici derivati dalla cronaca, il metodo impiegato è la polarizzazione.

Da una parte il confronto sulla legittima difesa, tema che va affrontato con grande riguardo e non sull’onda della reazione al singolo caso, dall’altra gli episodi di Bologna: ancor prima di sapere gli esiti delle indagini, si fomentano le piazze contro l’operato delle Forze dell’ordine, con la conseguente terribile guerriglia urbana che ne deriva. Aggiungo poi il video in cui un esponente politico (Vannacci) veste gli abiti di un imperatore romano che decide della morte di due persone che recano le sembianze degli onorevoli Schlein e Conte. No, non è questo il modo per condurre il dibattito politico, perché chi ha idee diverse dalle proprie viene ridotto a nemico e non, come invece deve essere, ad avversario nel dibattito che, ricordiamolo, deve avere come unico fine il bene dei cittadini.

Il popolo italiano merita molto di più, desidera essere trattato come popolo e non come popolino. Ho sempre pensato che la politica debba misurarsi con le idee, con il consenso e con il voto dei cittadini, mai con l’intimidazione, con l’odio o con la rappresentazione violenta dell’avversario. I temi di politica interna ed estera sono quanto mai delicati e devono, dunque, essere affrontati anche, forse soprattutto, trovando vie di dialogo e di intesa tra le diverse forze politiche. La condanna delle parole d’odio, di ogni incitamento alla violenza e di ogni forma di interpretazione di parte di un singolo episodio di cronaca deve valere sempre, senza eccezioni, senza creare doppie corsie. La violenza, in qualsiasi forma essa si manifesti, è una dimostrazione di debolezza e di insicurezza.

Avverto l’urgenza di invitare gli uomini e le donne della politica e delle Istituzioni a fondare il loro operato su un’etica incentrata sul rispetto della persona, unico cardine che può garantire la grandezza morale dei risultati raggiunti per il bene della società. Dall’altra parte il compito di noi cittadini, di noi cittadini onesti, è, dunque, quello di respingere ogni forma di odio e di violenza, è quello di difendere il confronto civile e di rispettare il lavoro di chi serve lo Stato, anche quando ciò significa assumersi la responsabilità di esporsi in prima persona. Invito, dunque, tutte le forze politiche a contribuire alla creazione di un clima di distensione, alla creazione di un dibattito politico eticamente fondato. Il rispetto delle Istituzioni passa dal rispetto degli uomini e delle donne che le compongono. Il primo modo di servirle è quello di rispettarle, così come ci si deve aspettare da tutti i cittadini.