Verso le elezioni
Centro, i Popolari ci sono: Merlo con Pina Picierno
Il suo ultimo libro, «I Popolari», con la prefazione di monsignor Vincenzo Paglia, è il punto di partenza di una riflessione che Merlo vuole trasformare in progetto politico: rilanciare la cultura cattolico-popolare e sociale e restituirle una presenza autonoma nello spazio politico italiano. È questo il filo conduttore della presentazione del volume ieri all’Istituto Sturzo, nella quale Merlo ha introdotto il confronto con Augusto Minzolini e con Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e oggi esponente di Spazio Pubblico. Picierno ha assunto un ruolo centrale nel ragionamento sul nuovo centro: non una semplice collocazione geografica fra destra e sinistra, ma uno spazio politico autonomo, riformista ed europeista.
Proprio nell’intervista con Minzolini, Picierno ha affrontato il tema della collocazione del centro e della difficoltà di dare piena cittadinanza a una cultura politica popolare, riformista ed europeista. Nella ricostruzione di Merlo, la conclusione è netta: serve un centro autonomo, non una semplice componente subordinata a uno dei due schieramenti. «Il pensiero, la cultura e la storia del cattolicesimo popolare e sociale sono sempre stati fondamentali e decisivi negli equilibri politici nazionali», sostiene Merlo. Oggi, osserva, questa cultura a sinistra si sarebbe ridotta a una presenza marginale, mentre nel centrodestra avrebbe assunto un carattere prevalentemente testimoniale. Da qui la necessità di «riorganizzare la presenza». Il punto è anche ridefinire il significato della parola centro. Non un luogo burocraticamente equidistante fra destra e sinistra, ma una tradizione politica precisa. «Il centro, per dirla con moderato, era la politica di centro, non un luogo burocraticamente equidistante dalla destra e dalla sinistra». E dunque, nella sua lettura, «centro e cattolicesimo popolare e sociale vanno di pari passo».
È qui che il percorso di Merlo e della sua Scelta Popolare incrocia quello di Spazio Pubblico e degli Europeisti. Da una parte Picierno lavora alla costruzione di uno spazio politico riformista ed europeista; dall’altra Piercamillo Falasca, insieme a Daniele Nahum e Sergio Scalpelli, ha promosso Europeisti.eu, con l’obiettivo di aggregare le forze liberali, riformiste ed europeiste fuori dai due poli tradizionali. Gli Europeisti rappresentano dunque un altro tassello del cantiere centrista che guarda a Carlo Calenda come riferimento politico. Falasca ha esplicitamente indicato l’obiettivo di costruire un polo europeista autonomo e riconoscibile, mentre il progetto si è progressivamente aperto al dialogo con le altre componenti dell’area. La questione dell’autonomia è centrale. La cultura popolare, sostiene Merlo, non può essere chiamata semplicemente a fare da supporto elettorale a un altro partito. «Altrimenti è chiaro: deve servire da cameriere».
Il progetto di Scelta Cristiano Popolare nasce proprio dentro questa esigenza di ricostruzione. Merlo vuole riportare al centro il popolarismo come cultura politica, non come semplice testimonianza identitaria. E vede nella tradizione di De Gasperi un riferimento fondamentale, soprattutto per la dimensione europea. Non a caso, durante la presentazione è emersa anche l’idea di dedicare un confronto alla CED, la Comunità europea di difesa, indicata da Merlo come una delle grandi eredità del pensiero degasperiano. «La sfida è quella di rilanciare la centralità del popolarismo. Del cattolicesimo popolare». E qui torna protagonista Pina Picierno. La sua idea di Spazio Pubblico si inserisce nella stessa domanda che Merlo pone attraverso Scelta Popolare: dove, se non autonomamente, al centro, può trovare oggi cittadinanza una cultura politica che non vuole essere semplicemente assorbita dai due schieramenti?
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