La campagna elettorale ancora non appassiona gli elettori. Esordisce così nel commento scritto al sondaggio della fondazione Ipsos per il Corriere della Sera Nando Pagnoncelli. A influire, certo, è il periodo estivo – si tratta pur sempre della prima campagna elettorale balneare nella storia della Repubblica – ma anche la fine del governo Draghi, “risultata incomprensibile alla maggioranza degli italiani ed ha acuito la delusione e il disincanto tra i cittadini”.

Cresce infatti l’apprezzamento del Presidente del Consiglio, passato dal 63% di fine luglio al 67%. Restano tuttavia piuttosto invariate le proiezioni di voto. Fratelli d’Italia resta il partito leader, in vetta, al 24%, in crescita dello 0,7% rispetto all’ultima indagine. Distaccato di un punto il Partito Democratico, al 23%. Al terzo posto, lontanissimi e appaiati al 13,4%, la Lega stabile e il Movimento 5 Stelle in crescita di oltre due punti percentuali.

A seguire si trovano Forza Italia con l’8%, la lista Azione/Italia Viva al 5%, Sinistra Italia e Verdi al 4,1% e Italexit al 3%. La coalizione di centrodestra ha un vantaggio schiacciante sul centrosinistra: 46,4% a 29,9%. Astensionismo e indecisi si attestano intorno al 38,3%. Secondo il 39% degli italiani a vincere le elezioni sarà Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia. La rilevazione tiene conto dei voti in ballo nelle ultime settimane di voto, quando gli indecisi si decidono, anche se la tendenza è salire sul carro dei vincitori. L’astensionismo pure è un’incognita ma la previsione è di un dato in crescita rispetto alle ultime elezioni.

“Da ultimo, si registra un notevole contraddizione tra l’apprezzamento espresso dagli elettori nei confronti di Draghi e gli orientamenti di voto che non sembrano penalizzare più di tanto le forze politiche che hanno determinato la fine dell’esecutivo e vedono avvantaggiato il principale partito di opposizione al governo Draghi”, osserva ancora Pagnoncelli.

Tutto però attraversato da questa insofferenza di fondo degli italiani: il 51% finora ha seguito poco (18%) o per nulla (33%, cioè un elettore su tre) finora la campagna elettorale mentre il 49% l’ha seguito molto (22%) o almeno in parte. La situazione non sembra destinata a migliorare nelle prossime settimane. L’86% degli astensionisti è infatti ancora lontano dalla competizione e resta basso l’interesse espresso dai ceti meno abbienti come operai, disoccupati, lavoratori autonomi. Poco più di un italiano su due dichiara di conoscere almeno in parte le coalizioni e i partiti che si presenteranno alle urne.