Il Nacra 17 è un catamarano sportivo progettato appositamente per le competizioni olimpioniche. Ruggero Tita e Caterina Banti sono i due italiani che in squadra si sono aggiudicati l’oro nei Giochi Olimpici di Tokyo 2021. È il secondo anno che alle olimpiadi esiste questa specialità che vede in squadra un uomo e una donna, non c’è distinzione di genere ma si gareggia insieme. La prima volta che questa disciplina della vela è entrata nei Giochi Olimpici è stata a Rio 2016. Il catamarano misto da competizione è stato voluto ai Giochi dal Cio per spingere l’eguaglianza di genere.

Il Nacra è stato progettato nel 2011. In occasione di Tokyo 2020 è stato trasformato in un catamarano con hydrofoil. Si tratta di piccole ali le cui superfici, immerse in un fluido, permettono, con l’aumento della velocità, di creare una spinta verticale in un’imbarcazione, contrastando la gravità e permettendo così alla barca di sollevare lo scafo ed eliminare la resistenza del fluido. Così il piccolo catamarano prende le sembianze di una navicella spaziale che vola sulla cresta dell’onda.

La barca è lunga circa 17 piedi ed è stata progettata da Morelli&Melvin. “Il Formula 16 si trova nella parte inferiore della scala di peso dell’equipaggio prevista dall’ISAF (da 120 a 140 kg) e, secondo la nostra opinione, sarebbe più eccitante e sfidante per velisti del calibro olimpico se avesse un piano velico più potente – spiegarono i progettisti – Il peso tipico per gli equipaggi dei Formula 18 va oltre al limite superiore del peso previsto dall’ISAF. Il Formula 18 è inoltre una barca abbastanza pesante per la sua lunghezza e potrebbe essere costruita più leggera, ma il volume degli scafi e la superficie sarebbero inutilmente grandi per una piattaforma F18 adatta alle specifiche olimpiche”.

E ancora: “Di conseguenza, non esistendo un progetto od una classe che soddisfi le specifiche olimpiche, abbiamo deciso di creare un progetto completamente nuovo che è lungo circa 17 piedi, chiamato NACRA 17. Confrontato con i Formula 16 è 250 mm più lungo, 100 mm più largo, ha un albero più alto, maggiore superficie velica e derive ricurve. Le derive ricurve aggiungono una dimensione alla navigazione”.

Dunque la piccola imbarcazione riesce a raggiungere velocità altissime senza sacrificare la sensibilità per il vento. Per questo motivo è fondamentale che il team che sale in barca abbia un ottimo feeling. Si tratta di uno sport di estrema precisione e solo una piccola distrazione può mettere a repentaglio un’intera gara. Tita e Banti a Tokyo hanno dimostrato di saperlo molto bene e il loro affiatamento li ha portati sul podio.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.