Dal contratto ai responsabili all’accordo all’allargamento della maggioranza alle consultazioni fino alla bicamerale. Ecco l’ultima novità della crisi di governo che dura da inizio gennaio e che potrebbe risolversi nei prossimi giorni. Imprevedibile come. Al momento è Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati, incaricato delle consultazioni da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nessuna strada è preclusa: non è tramontata l’ipotesi di un nuovo governo del premier dimissionario – ma in carica per affari correnti – Giuseppe Conte come non è del tutto esclusa, ma altamente improbabile, una cosiddetta maggioranza Ursula fino a un ritorno alle urne.

Oggi è il giorno del tavolo con Roberto Fico e i capigruppo dei partiti di maggioranza. La proposta della bicamerale è arrivata da Italia Viva, il partito di Matteo Renzi che, lo scorso 13 gennaio, ritirando la delegazione al governo – le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto – ha aperto la crisi. Il deputato Roberto Giachetti ha presentato la proposta di istituzione di due commissioni, a prescindere dall’esito del tavolo guidato da Fico.

“È indispensabile intervenire non solo sulla legge elettorale — ha spiegato Giachetti — ma anche su alcuni indispensabili interventi costituzionali che consentano al Paese di uscire dallo stallo con il quale conviviamo da anni”. La commissione bicamerale dovrebbe essere presieduta da un esponente dell’opposizione e lavorare su “proposte condivise”. Iv si esprime a favore di un sistema maggioritario, per la legge elettorale. Se proporzionale, solo con le preferenze, dicono i renziani, che pretendono un documento scritto con un cronoprogramma degli interventi alla fine del tavolo.

La proposta della bicamerale, ha aggiunto Giachetti, non intende seguire il percorso delle precedenti Commissioni, ma riprende gli obiettivi della Commissione Bozzi: istituzione attraverso l’approvazione di due mozioni identiche alla Camera e al senato di una Commissione che deve produrre entro un termine preciso delle proposte che dovranno poi essere approvate dal Parlamento secondo la normale procedura prevista dalla Costituzione. Lo spirito dovrebbe essere quello della Costituente: elaborare delle proposte condivise in modo da ottenerne l’approvazione in tempi rapidi e, comunque, entro la fine della legislatura. La proposta prevede, in oltre che la Presidenza della Commissione sia affidata ad un rappresentante dell’opposizione”. Una doppia proposta quella di Giachetti che presenta anche l’istituzione di una bicamerale per il Recovery Fund oltre a quella per le riforme.

Una commissione bicamerale può avere carattere permanente o temporaneo e può avere funzione ispettiva, giurisdizionale, legislativa. È costituita da rappresentanze paritetiche di deputati e senatori: perciò bicamerale, perché coinvolge sia deputati che senatori, vi deve essere assicurata la rappresentanza di tutti i gruppi parlamentari. Per bicamerale si intende anche una Commissione parlamentare per le riforme costituzionali, e quindi può essere istituita per studiare e proporre modifiche alla Costituzione. Le bicamerali sono state la Bozzi (1983-1985), la De Mita-Iotti (1993-1994) e la D’Alema (1997).

La proposta di Iv è stata accolta con freddezza dall’opposizione. “Pacco, doppio pacco e contro paccotto. Nessuna preclusione da parte nostra a parlare di riforme e di Recovery. La Bicamerale, poi, l’abbiamo chiesta noi per primi da mesi. Ma ora non è forse un po’ troppo tardi per una proposta del genere? – si chiede Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia – Non siamo ipocriti. I tempi di lavoro delle bicamerali sono noti e noi tempo non ne abbiamo, perché l’Europa non aspetta e i mercati internazionali sono spietati. Non vorrei che la proposta di offrire la presidenza di questa fantomatica Bicamerale alle opposizioni sia solo un doppio pacco per rendere meno indigesto agli italiani il pacco del Conte tre”.

Vito Califano