Con Andrea Agnelli sempre più in bilico dopo il fallimento prematuro della Super League si fanno largo le voci delle sue possibili dimissioni da presidente della Juventus. Il numero uno bianconero è tra gli artefici del torneo mai nato, insieme a Florentino Perez, presidente del Real Madrid, e il flop di una creatura più sognata che concreta, durata appena 24 ore, non può esimerlo dall’assumersi le responsabilità del tentativo sfumato di fronte alle federazioni nazionali e internazionali, oltre che ai suoi stessi tifosi, che lo hanno attaccato apertamente.

La partita fuori dal campo inizia adesso: Agnelli ha formalmente smentito di voler lasciare la postazione di comando, ma da ambienti Exor, fondo al quale la Juventus partecipa per il 63,77% del capitale sociale, si fa sempre più insistente il nome di Alessandro Nasi come suo possibile successore.

Nasi è cugino di Andrea, vice presidente della società finanziaria Exor, la holding degli Agnelli, presieduta da John Elkann. È inoltre presidente di Comau, industria del ramo della robotica che fa parte del gruppo Stellantis, casa automobilistica nata dalla fusione di Fca con Peugeot. Non ama apparire, ed è noto al pubblico principalmente come compagno di Alena Seredova, ex moglie di Gianluigi Buffon.

Nasi ha 46 anni, laureato in Economia a Torino, formato a Wall Street, in banche di investimento come Merril Lynch e JP Morgan. Le sue capacità di manager hanno fatto prospettare per lui un ruolo di primo piano in Ferrari. Nel 2020, come rivelato da Calcio e Finanza, è entrato anche nella società danese Lego.

Un manager sobrio e senza precedenti nel mondo del calcio, eventualmente ideale per ricucire i rapporti inevitabilmente danneggiati con Uefa, Figc e Lega Serie A. Per dare un “tocco” di juventinità, a suo supporto potrebbero tornare a Torino vecchie glorie del club come David Trezeguet, che studia da direttore sportivo o Alessandro Del Piero, possibile vice presidente al posto di Pavel Nedved.

Redazione