È durato meno di 48 il tentativo di “colpo di stato” della coppia Florentino Perez e Andrea Agnelli. Si sta infatti sgretolando il fronte dei 12 top club europei che avevano lanciato la Superlega con un comunicato congiunto pubblicato nella notte tra domenica e lunedì.

A dire il vero i top club sarebbero dovuti essere 15 ma già in fase di “fondazione” ben tre erano venuti meno. E parliamo di Bayern e Psg, gli ultimi due finalisti di Champions, e del Borussia Dortmund. Dopo neanche 48 altri quattro team stanno per venire meno. Infatti Chelsea, Manchester City, Atletico Madrid e Barcellona stanno abbandonando la competizione fantasma. E chissà cosa accadrà nelle prossime ore.

Infatti i segnali di apertura di Perez, che diceva di voler lasciare le briciole ad alcuni team tra cui il Napoli e la Roma, la solo ad anni alterni, non usano trovato l’entusiasmo di altri presidenti, e il muro contro muro che faceva presagire una trattativa tra i top club e la Uefa probabilmente non ci sarà visto che da stasera la Superlega non esiste più.

Ad uscire con le ossa rotte è Andrea Agnelli. Il presidente della Juventus colleziona una figura barbina di livello internazionale. Ha perso in un batter di ciglia tutto quello che aveva: la presidenza della potente Eca, il posto nell’esecutivo dell’Uefa. Il suo è passato come un tradimento non solo professionale, visti i rapporti di amicizia che aveva con Ceferin.

E chissà che ora il cugino John Elkann non gli dia il benservito visto l’enorme rosso in cui versa la società e i risultati sportivi che iniziano a latitare nonostante Cristiano Ronaldo.

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