Cecilia Strada non era con il padre Gino, morto oggi, a 73 anni, all’improvviso. Era comunque, in qualche modo, nel posto giusto: ad aiutare gli ultimi. Proprio come il padre, medico chirurgo e fondatore dell’ong Emergency le aveva insegnato. “Amici, come avrete visto il mio papà non c’è più. Non posso rispondere ai vostri tanti messaggi che vedo arrivare, perché sono in mezzo al mare e abbiamo appena fatto un salvataggio – ha scritto sui social – Non ero con lui, ma di tutti i posti dove avrei potuto essere…beh, ero qui con la ResQ – People saving people a salvare vite. È quello che mi hanno insegnato mio padre e mia madre. Vi abbraccio tutti, forte, vi sono vicina, e ci sentiamo quando possiamo”.

Cecilia Strada è nata nel 1979 dall’unione tra Gino Strada e Teresa Sarti. La coppia si era conosciuta in gruppi di volontariato cattolico nel 1971, nel milanese, e lo stesso anno sarebbe convolata a nozze. Sarti sarebbe stata cofondatrice e prima presidente di Emergency. La madre era filantropa e insegnante. È scomparsa nel 2009 a causa di un tumore.

Anche Cecilia è stata Presidente dell’Ong. Laureata in Sociologia all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ha ricoperto la carica fino al luglio del 2017. Oltre a lavorare per l’organizzazione ha collaborato con giornali e media per riportare testimonianze e la sua esperienza. Ha ricevuto nel 2018 il Premio Nazionale Cultura della Pace “per le molteplici attività svolte, per la sua opera sociale all’interno di un’associazione, così come per il lavoro di informazione, controinformazione e testimonianza riguardo ai teatri di guerra e alle possibili soluzioni da adottare. Tutto ciò ha permesso e permette a molti di conoscere realtà complesse, di aprire orizzonti diversi e di creare spazi di impegno decisivi per il progresso della società”.

Strada è stata anche autrice di diverse pubblicazioni. Dall’unione con il giornalista Maso Notarianni, che ha sposato, ha avuto un figlio. Lo scorso giugno in un’intervista ha detto di essere bisessuale. Gino Strada è morto stamane. Soffriva da tempo di problemi cardiaci. Sarebbe morto mentre era in vacanza in Normandia, in Francia: con lui la nuova moglie Simonetta con cui si era sposato a giugno. Gli ultimi suoi pensieri dedicati all’Afghanistan, dove i talebani avanzano inarrestabili in questi giorni, pubblicato in un editoriale stamane dal quotidiano La Stampa.

Cordoglio per la scomparsa del noto medico chirurgo espresso anche dal Presidente del Consiglio Mario Draghi in una nota diffusa da Palazzo Chigi: “Ha trascorso la sua vita sempre dalla parte degli ultimi, operando con professionalità, coraggio e umanità nelle zone più difficili del mondo. L’associazione Emergency, fondata insieme alla moglie Teresa, rappresenta il suo lascito morale e professionale. Alla figlia Cecilia, a tutti i suoi cari e ai colleghi di Emergency, le più sentite condoglianze del Governo”.

Il messaggio di cordoglio condiviso sui social network da Emergency: “Il nostro amato Gino è morto questa mattina. È stato fondatore, chirurgo, direttore esecutivo, l’anima di EMERGENCY. ‘I pazienti vengono sempre prima di tutto’, il senso di giustizia, la lucidità, il rigore, la capacità di visione: erano queste le cose che si notavano subito in Gino. E a conoscerlo meglio si vedeva che sapeva sognare, divertirsi, inventare mille cose. Non riusciamo a pensare di stare senza di lui, la sua sola presenza bastava a farci sentire tutti più forti e meno soli, anche se era lontano. Tra i suoi ultimi pensieri, c’è stato l’Afghanistan, ieri. È morto felice. Ti vogliamo bene Gino”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.