La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno in un pomeriggio di mezza estate. Gino Strada, medico e fondatore della ong Emergency, è morto oggi all’età di 73 anni. A dare la notizia sono state fonti vicine alla famiglia.

Soffriva di problemi al cuore, come riportato dal Corriere, potrebbe aver avuto un infarto che lo ha stroncato all’improvviso. Da quanto apprende LaPresse, Strada era in vacanza in Normandia, in Francia, quando è venuto a mancare: con lui la nuova moglie Simonetta con cui si era sposato a giugno.

“Nessuno se l’aspettava. Siamo frastornati e addolorati. È una perdita enorme per il mondo intero. Ha fatto di tutto per rendere migliore il mondo. Ci mancherà tantissimo” ha dichiarato la presidente di Emergency, Rossella Miccio.

Nato a Sesto San Giovanni nel 1948, chirurgo di guerra per il Comitato internazionale della Croce Rossa in scenari come l’Afghanistan e la Somalia, ha fondato Emergency nel 1994 con la moglie Teresa Sarti. Proprio oggi sul quotidiano La Stampa era uscito un articolo a sua firma sull’avanzata dei talebani in Afghanistan. “Un grande medico per i diritti umani e per la pace. La sua morte, per un’assurda coincidenza, arriva mentre tutto ciò che con Emergency ha fatto in Afghanistan rischia di andare nuovamente distrutto”. Così su Twitter Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, commentando la notizia della morte di Gino Strada.

In più occasioni si è fatto promotore della campagna vaccinale non solo in Italia ma in tutto il mondo. “La mia posizione sui vaccini è nota – scriveva su Facebook in un post a febbraio – devono essere accessibili a tutti e la loro produzione e distribuzione devono avere come obiettivo le persone e la tutela della loro salute, non il profitto”.

E ancora: “Se vogliamo uscire dall’emergenza Covid-19, i vaccini devono arrivare a tutti. Per farlo è indispensabile aumentare la produzione e abbassare i prezzi: un risultato che potrebbe essere raggiunto se le regole che tutelano la proprietà intellettuale venissero – almeno temporaneamente – sospese o se le farmaceutiche concedessero licenze ad aziende terze. Perché se il Covid-19 è un problema globale, allora anche la soluzione dovrà essere globale. E includere tutti, ovunque”.

In aggiornamento…

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.