Torna il programma Una pezza di Lundini e quindi tornato Valerio Lundini e l’attrice e comica Emanuela Fanelli. Una trasmissione che ha convinto nella prima stagione dal settembre 2020 al gennaio 2021. E Fanelli, alle spalle cinema e televisione, è stata definita da alcuni critici la “rivelazione dell’anno”. Una lunga strada la sua. Adesso è una delle attrici più quotate in Italia. La trasmissione torna da stasera a partire dalle 23:45.

Classe 1986, ha cominciato con il teatro da adolescente. Per dieci anni ha fatto la maestra di matematica. E quindi la commessa, l’operatrice in un call center. Ha esordito al cinema nel 2015 con il film Non essere cattivo di Claudio Caligari. A questo è seguito Gli ultimi saranno ultimi e Beata ignoranza di Massimiliano Bruno, Assolo di Laura Morante, La casa di famiglia di Augusto Fornari, A mano disarmata di Claudio Bonivento. Ha vestito i panni di Cinzia, protagonista della serie Dov’è Mario? prodotta da Wildside per Sky Uno con Corrado Guzzanti.

Per la televisione, ha partecipato a La tv delle Ragazze – Gli Stati Generali, programma di Serena Dandini in onda su Rai3 e quindi in Battute? su Rai 2. È stata anche protagonista del videoclip di Immigrato, la canzone di Checco Zalone, che ha anticipato il film Tolo Tolo. Per la radio ha lavorato con Lillo & Greg al programma 610 di Rai Radio 2.

Ha partecipato anche al Festival di Sanremo come ospite nella serata dei duetti con l’attore e doppiatore Francesco Pannofino e con il gruppo Lo Stato Sociale che hanno suonato Non è per sempre, canzone degli Afterhours, a favore dei lavoratori del mondo dello spettacolo e della cultura, stremati dall’emergenza e quindi dalla crisi causata dalla pandemia da coronavirus.

Al Foglio ha raccontato il trucco, la ricetta del successo degli sketch di Una pezza di Lundini: “Quando andavamo in onda con ‘Una pezza di Lundini’, con Valerio, il conduttore e autore, e Giovanni Benincasa, il capoprogetto, adottavamo un metodo semplice: ci domandavamo, per ogni frase e per ogni sketch, se ci facesse ridere. I primi a divertirsi dovevamo essere noi. Io, però, non mancavo mai di guardare i cameramen e i microfonisti: se riesci a far ridere delle persone che stanno lavorando da ore dietro una telecamera, dentro uno studio televisivo, e ne hanno viste e sentite di ogni, allora il pezzo è buono”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.