La Germania ha appena scritto la storia del calcio: Marie-Louise Eta è la nuova l’allenatrice dell’Union Berlino, diventando così la prima donna ad allenare una squadra maschile nei cinque maggiori campionati europei. Non solo quindi una scelta tecnica, ma anche un cambio di prospettiva. La decisione del club tedesco, è arrivata dopo una sconfitta che ha lasciato il segno, nel 3-1 che ha visto uscire sconfitto l’Union Berlino contro l’Heidenheim, ultimo in classifica. Un risultato che ha spinto la dirigenza del club ad esonerare Steffen Baumgart e il suo staff, nonostante la posizione di classifica non allarmante (undicesimo posto).

Il trend era comunque negativo, con sole due vittorie nelle ultime 14 partite, praticamente un girone di ritorno disastroso. Così, a cinque giornate dalla fine, con sette punti di vantaggio sulla zona retrocessione, la responsabilità della salvezza è stata affidata a Marie-Louise Eta. Come già concordato con l’allenatrice, sarà un’esperienza breve e, a fine campionato, diventerà l’allenatrice della prima squadra femminile. Intanto, la sua nomina ha già scritto la storia di questo sport.

Chi è Marie-Louise Eta

La nuova allenatrice dell’Union Berlino ha 34 anni ed è un’ex calciatrice tedesca. Questo nuovo incarico, in realtà, non è il suo primo incarico nel mondo del calcio maschile: nell’estate del 2023, infatti, sempre a Berlino, Mariae-Louise Eta era diventata la prima vice allenatrice donna della storia della Bundesliga, lavorando accanto al traghettatore Marco Grote. Il suo percorso, quindi, non nasce in panchina, bensì sul campo, dove con la maglia del Turbine Potsdam costruisce, giovanissima, le basi di una carriera vincente. Con il cognome da nubile, Bagehron, conquista titoli giovanili, debutta in prima squadra a 17 anni e, soprattuto, nella stagione 2009-2010 alza la UEFA Women’s Champions League, entrando in campo nella finale e contribuendo quindi alla vittoria contro il Lione. Dopodiché, ha continuato il suo percorso di crescita tra Amburgo, Cloppenburg e Werder Brema.

La sua carriera da allenatrice

Ed è proprio al Werder che avviene la seconda svolta: nel 2018, a soli 26 anni, Marie-Louise Eta decide di smettere, diventando subito allenatrice. Inizia a lavorare con l’Under 15 maschile del Werder, poi entra nello staff della Nazionale giovanile tedesca accanto a Bettina Wiegmann. Ottiene poi il patentino professionistico a Francoforte, dove guida l’Under 17. durante la pandemia introduce gli allenamenti online, inventandosi così un modo nuovo di restare squadra anche a distanza durante un’emergenza sanitaria mondiale. Quando l’Union Berlino la chiama nell’estate del 2023, il suo nome è già sinonimo di competenza e coraggio. Il resto, è già storia.

Le altre donne nel calcio maschile

Prima di Eta, altre donne avevano provato a fare strada nel calcio maschile, anche se lontano dai riflettori principali. Nel 2024, Sabrina Wittmann aveva guidato l’Ingolstdat in terza serie, diventando la prima donna tedesca nel calcio professionistico. Dieci anni prima, Corinne Diacre aveva allenato in Francia il Clermont, in Ligue 2, restando in panchina per tre stagioni. Sempre al Clermont, c’era già stato un breve e simbolico tentativo di Helena Costa, dimessasi però dopo un mese. In Italia, il precedente più noto è quello di Carolina Morace, che nel 1999 guidò la Viterbese in Serie C1 per appena due giornate. Una storia di tentativi, ma Marie-Louise Eta si è riuscita a prendere la scena, in un momento forse più consapevole e più pronto. La sua sfida è tutt’altro che banale: salvare l’Union Berlino. Non c’è tempo per nulla, se non per conquistare punti preziosi in ottica salvezza.