Nato a Genova, laureato in giurisprudenza e manager di grandi aziende quali Magneti Marelli, Fiat Powertrain e Iveco. Paolo Zangrillo è stato nominato ministro Pubblica Amministrazione nel nuovo governo Meloni. Parlamentare dal 2018 nelle liste di Forza Italia, ha conseguito la laurea in legge nel 1987 all’università degli Studi di Milano ha lavorato alla Magneti Marelli per quasi vent’anni con diversi incarichi e arrivando a ricoprire la carica di Vice President of Human Resources. E’ poi diventato Senior Vice President Human Resources alla Fiat Powertrain Technologies Spa e per cinque anni ha ricoperto la carica di Senior Vice President Human Resources alla Iveco per approdare poi come Direttore Personale e Organizzazione di Acea dove ha ricoperto tale carica per quasi sei anni.

Nel marzo 2018 l’elezione alla Camera dei Deputati con Forza Italia e la rielezione al Senato nell’ultima votazione dove ha riportato oltre il 50% dei voti nel suo collegio uninominale del Piemonte e in Valle d’Aosta, sostituendo il collega di partito Gilberto Pichetto Fratin, indicato da Meloni come nuovo ministro per la Pubblica Amministrazione. Alle ultime politiche viene eletto in Senato nel collegio uninominale del Piemonte con il 50,83%, doppiando l’avversaria del centro-sinistra Maria Rita Rossa (25,64%).

Paolo Zangrillo è noto anche per essere fratello di Alberto Zangrillo (medico personale di Silvio Berlusconi nonché primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano) e come lui è un gran tifoso del Genoa Calcio (“Sin da piccoli, – ha dichiarato – io e mio fratello Alberto, con papà Augusto andavamo allo stadio Marassi a seguire la nostra squadra del cuore. Anche quando mio padre si è dovuto trasferire in Lombardia per lavoro abbiamo continuato ad andare al Luigi Ferraris…‘)

Zangrillo si è espresso più volte a favore della Tav Torino-Lione e per una profonda riforma del reddito di Cittadinanza che secondo lui si è rivelato un completo fallimento: “Così è un provvedimento da cui non si può prescindere ma la parte relativa alle politiche attive si è però rivelata un fallimento”, aveva dichiarato rispondendo ad alcune domande come componente della Commissione Lavoro alla Camera.

 

Redazione