“Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”. Il motto della Juventus e di tutti gli juventini non poteva che essere coniato da chi la Juve l’ha impersonata, vivendola sulla propria pelle, facendosi ambasciatore dei suoi valori sportivi ed umani. Quelle parole le ha pronunciate quando insieme a un’altra leggenda del calcio bianconero, Alessandro Del Piero, aveva presenziato alla cerimonia di inaugurazione del nuovo Juventus Stadium (ora Allianz Stadium), l’8 settembre del 2011.

Chi era Giampiero Boniperti, una carriera in bianco e nero

Giampiero Boniperti, presidente onorario della Vecchia Signora, si è spento nella notte a Torino per un’insufficienza cardiaca. Avrebbe compiuto 93 anni il prossimo 4 luglio, negli ultimi anni si era ritirato a vita privata dopo un’intera esistenza dedicata al calcio e alla squadra di Torino. Ha indossato la maglia a strisce per 443 partite. Nato come ala destra, emerse ben presto come centravanti dotato di velocità nella corsa e potenza nel tiro. Insieme al gallese John Charles e all’italo-argentino Omar Sivori formava il famoso “Trio Magico” che tra gli anni ’50 e ’60 ha portato tanti trofei alla Juventus. È stato presidente dal ’71 al ’90 e poi, quando fu richiamato dalla famiglia Agnelli, amministratore delegato dal ’91 al ’94. Dal 2006 era presidente onorario. Da dirigente aveva l’abitudine – rivelata da lui stesso durante alcune interviste – di lasciare lo stadio alla fine del primo tempo, e seguire alla radio il resto del match.

Boniperti presidente onorario della Juventus

Sotto la sua gestione sono passati i migliori giocatori della storia della Juventus, dal graduale inserimento in prima squadra di giovani calciatori cresciuti nel settore giovanile come Giuseppe Furino, Roberto Bettega e Paolo Rossi, all’arruolamento dei migliori talenti provenienti da altri club di Serie A come Gaetano Scirea, Antonio Cabrini, Claudio Gentile, Marco Tardelli e Franco Causio. Teneva alla Juventus al punto da imporre un codice di ferrea disciplina a tutti i tesserati per preservarne l’immagine. Dopo lo scandalo di Calciopoli la famiglia Agnelli scelse di ripartire da lui per ricostruire il futuro della squadra. Lascia una Juventus pluri-vincente in Italia e affacciata ai vertici del calcio europeo: ne è stato certamente orgoglioso.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.