“Una notizia tristissima: ci ha lasciato Paolo Rossi. Indimenticabile Pablito, che ci ha fatto innamorare tutti in quell’Estate del ’82 e che è stato prezioso e competente compagno di lavoro in RAI, negli ultimi anni”. Con queste parole pubblicate su Twitter il giornalista Enrico Varriale annuncia la scomparsa dell’ex attaccante della Nazionale italiana.

Paolo Rossi è morto a Roma. Aveva 64 anni compiuti lo scorso 23 settembre. Da tempo lottava contro una brutta malattia. L’ex calciatore ed opinionista tv se ne è andato tra il 9 e il 10 dicembre.

Nato a Prato, Pablito lo si ricorda soprattutto per i suoi gol ai mondiali disputati in Spagna nel 1982 che videro l’Italia laurearsi Campione del Mondo per la terza volta nella sua storia. Alla fine della competizione vincerà il titolo di capocannoniere con sei gol e a fine anno il Pallone d’Oro.

Su Instagram la moglie Federica Cappelletti ha ricordato Paolo Rossi pubblicando una foto e una frase (“Per sempre”) seguita da un cuore. Tre i figli: Sofia Elena, Maria Vittoria e Alessandro.

 

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Storica la sua tripletta al Brasile nella seconda fase a gironi dei Mondiali ’82, quella che fu la partita decisiva per accedere in semifinale. Rossi segnò poi due gol alla Polonia e uno alla Germania nella finalissima allo stadio Bernabeu di Madrid.

Insieme a Roberto Baggio e Christian Vieri detiene il record italiano di marcature nei Mondiali a quota nove gol (tre Argentina ’78, sei Spagna ’82), ed è stato il primo giocatore (eguagliato dal solo Ronaldo) ad aver vinto nello stesso anno il Mondiale, il titolo di capocannoniere di quest’ultima competizione e il Pallone d’oro.

 

LA VICENDA CALCIOSCOMMESSE E LA FIDUCIA DI BEARZOT – Durante la sua carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Vicenza, Perugia, Juve, Milan e Verona. Accusato di aver truccato la partita Avellino-Perugia (nella quale firmò peraltro una doppietta), Rossi venne squalificato dalla CAF per due anni, perdendo così anche la possibilità di partecipare con la nazionale all’imminente campionato d’Europa 1980 casalingo.

Bearzot fu uno dei pochi che credette nell’innocenza di Pablito a seguito dello scandalo scommesse. Nonostante un’opposizione generale, il C.T. decise di convocarlo al campionato del mondo 1982.

Al funerale del tecnico, scomparso il 21 dicembre 2010, Rossi lo ricordò con queste parole: “Io a lui devo tutto, senza di lui non avrei fatto quel che ho fatto. Era una persona di una onestà incredibile e un tecnico di grande spessore. Incarnava la figura dell’italiano popolare, e anche se non è stato uno scienziato o un artista, rimarrà nella storia dei nostri grandi del secolo scorso”.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.