Trionfo dei Maneskin al Festival di Sanremo. Una vittoria a sorpresa, inaspettata, imprevedibile. Il gruppo rock romano, una band di ventenni, ha sconvolto l’edizione più straordinaria di sempre per via delle restrizioni anti-coronavirus. A farne le spese il secondo e il terzo classificato, ovvero la coppia Fedez e Francesca Michielin con la loro Chiamami per nome ed Ermal Meta con Un milione di cose da dirti.

I Maneskin hanno vinto con Zitti e buoni. Sarà il secondo singolo del loro prossimo album, dopo Vent’anni uscito lo scorso autunno. Il lavoro uscirà il prossimo 19 marzo: si chiama Teatro d’ira. È il secondo album in studio dopo Il ballo della vita del 2018. Il gruppo parteciperà quindi all’Eurofestival del prossimo 22 maggio, in rappresentanza dell’Italia, a Rotterdam, in Olanda.

La band è composta da quattro elementi: voce, chitarra, basso e batteria. Sono Ethan Torchio, Thomas Raggi, Victoria De Angelis e Damiano David. Tutti e quattro hanno firmato il pezzo che ha trionfato, a sorpresa, alla finale della kermesse condotta per il secondo anno consecutivo dal direttore artistico Amadeus con la spalla Rosario Fiorello.

I Maneskin sono di Roma. Sono stati fondati alle scuole medie da Raggi e De Angelis, ai quali si è aggiunto in un secondo momento David e infine Torchio, tramite un annuncio su Facebook. Si sono formati intorno al 2015. Il nome viene dal danese “chiaro di luna” ed è stato scelto dopo un viaggio nel Paese scandinavo. Sono diventati noti al grande pubblico partecipando all’11esima edizione di X Factor alla quale si sono classificati secondi. Il loro coach era Manuel Agnelli, leader e fondatore del gruppo milanese Afterhours. Sono diventati da subito molto seguiti per via del loro stile, rivolto all’hard rock degli anni ’70, con incursioni nel punk, nel funk, nel pop e in stralci di beat rap soprattutto nei testi. Molti li paragonano ai Greta Van Fleet, gruppo statunitense orientato alle sonorità dell’hard rock classico.

I Maneskin hanno avuto molto successo da subito con i singoli Chosen e Morirò da re. La loro prima pubblicazione è stata l’ep Chosen. Il gruppo ha già ottenuto 14 dischi di platino e 5 dischi d’oro. Il loro prossimo lavoro “è ispirato a noi, parla di noi, di quello che pensiamo e che vogliamo lasciare”, ha detto David a 7 Corriere della Sera. Zitti e buoni è maturato a Londra, hanno raccontato, “è il manifesto della nostra unicità e della visione che abbiamo del rock, senza imporci limiti, nemmeno nel messaggio”, hanno commentato a Tv Sorrisi e Canzoni.

Dopo il trionfo alla 71esima edizione del Festival hanno detto: “La dedichiamo a quel prof che ci diceva sempre di stare zitti e buoni”. Alla serata delle cover, la terza, avevano cantato con Manuel Agnelli Amandoti dei CCCP.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.