Resta ancora un mistero la causa della morte di Chiara Ugolini, la 27enne uccisa domenica nella sua casa di Calmasino, in provincia di Verona, e trovata senza vita in cucina dal suo fidanzato. L’autopsia svolta oggi sul corpo della giovane, durata 4 ore, non ha permesso infatti di determinare con esattezza la causa della morte della ragazza, per l’omicidio della quale è in arresto Emanuele Impellizzeri, suo vicino di casa.

Il 38enne è recluso nel carcere di Sollicciano dopo la convalida del fermo da parte del gip di Firenze, che si è dichiarato incompetente per territorio e quindi trasmetterà gli atti al tribunale di Verona.

Secondo quanto appreso dall’Ansa l’esame autoptico ha riscontrato diversi traumi interni, alla nuca, al torace, all’addome, segno di una colluttazione violenta con l’aggressore, ma nessuna lesione che da sola spieghi la causa del decesso.

Ancora da chiarire e approfondire anche l’entità dei danni causati dalla candeggina che Chiara è stata costretta a ingerire con uno straccio usato dal suo killer.

Quanto emerso dall’autopsia comunque non depone a favore di Impellizzeri: dai traumi riscontrati pare infatti confermato il tentativo del 38enne di violentarla e che la ragazza si sia difesa. Impellizzeri, originario di Catania, era uscito di galera tre mesi fa. Aveva scontato una condanna per due rapine commesse il 28 luglio del 2006 a Mantova e Montichiari. Era “in prova”: poteva uscire per andare al lavoro nell’officina ma la notte doveva restare chiuso in casa con la moglie e la figlia di 8 anni. È stato bloccato a bordo della sua moto Yamaha sulla A1, al casello di Impruneta, dalla polizia stradale di Firenze.

Il 38enne avrebbe fornito una confessione senza rivelare il movente. Impellizzeri avrebbe raccontato di essersi arrampicato sul terrazzino dell’appartamento passando da una finestra delle scale e di essere entrato da lì in casa. “L’ho vista sul terrazzo e ho perso la testa: non so cosa mi sia scattato, perché sono andato lì … Non ho resistito”, avrebbe raccontato agli inquirenti secondo Il Corriere della Sera. “Mi ha graffiato, io l’ho soltanto spinta ed è caduta a terra”. Quello che non avrebbe chiarito è perché si sarebbe introdotto nell’appartamento.

Intanto sabato 11 settembre a Fumane, il paese dove la giovane era vissuta prima di trasferirsi sul lago di Garda e dove vive la sua famiglia, si terrà una fiaccolata per ricordare Chiara. Una iniziativa, prevista alle ore 20, promossa dal Consiglio comunale di Fumane per manifestare la vicinanza della comunità alla famiglia di Chiara.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.