Tutti rinviati a giudizio. Il gup del tribunale di Tempio Pausania Caterina Interlandi al termine dell’udienza preliminare ha stabilito che Ciro Grillo e i suoi tre amici Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria dovranno affrontare il processo per la presunta violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa italo-norvegese 19enne risalente alla notte tra il 16 e il 17 luglio 2019, avvenuta nella villa in Costa Smeralda del comico genovese.

Gli avvocati dei quattro (Ernesto Monteverde, Enrico Grillo, Andrea Vernazza, Gennaro Velle, Romano Raimondo, Alessandro Vaccaro e Mariano Mameli) aveva deciso nelle scorse settimane di non chiedere il rito abbreviato.

La decisione del gup è arrivata dopo un’ora di Camera di consiglio, che ha accolto così la richiesta del procuratore di Tempio Pausania Gregorio Capasso, che ha già annunciato di voler rappresentare l’accusa. La denuncia da parte della ragazza era arrivata il 26 luglio a Milano, dieci giorno dopo il presunto stupro ai suoi danni.

In caso di condanna Grillo e i suoi tre amici, che non erano in aula al momento della decisione, rischiano fino a 12 anni di condanna. La prima udienza del processo si svolgerà a Tempio Pausania il 16 marzo 2022.

Soddisfatto, ovviamente, il procuratore Capasso: “L’impianto accusatorio ha retto. E’ stata accolta la nostra richiesta, ora si farà un processo e si vedrà“, ha spiegato con poche parole ai cronisti presenti.

L’avvocato difensore della presunta vittima, la parlamentare della Lega Giulia Bongiorno, prima della decisione del Gup aveva spiegato che nel processo “ci sono numerosi riscontri contro gli imputati, abbiamo anche la scatola nera che comprende tutte le intercettazioni e le chat, come quelle della mia assistita nella stessa notte dello stupro“.

Dopo la decisione del Gup Interlandi di rinviare a giudizio i quattro amici, la stessa Bongiorno ha denunciato il clima contro la sua assistita, che “è finita sul banco degli imputati“. “Se mi chiedete se sono felice la mia risposta è no, perché la mia assistita sta soffrendo tutt’ora, se mi chiedete invece se sono soddisfatta la mia riposta è si perché veramente, come mai prima di ora, ho assistito a una volontà di sgretolare atti che hanno un significato. C’è stato un accanimento contro la mia assistita che è stata messa sul banco degli imputati e non mi riferisco ai difensori ma a quello che ho letto, sono stati distorti gli atti“, ha accusato l’avvocato difensore della studentessa italo-norvegese.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia