Una “importante campagna di disinformazione” allo scopo di diffondere “confusione e paura” e realizzare di fatto una speculazione per dare in pasto ai cittadini informazioni false sull’epidemia di Coronavirus. È quanto sta realizzando la Russia di Putin dall’emergere della pandemia globale di Covid-19: a dirlo è un rapporto dello European External Action Service, l’agenzia diplomatica dell’Unione Europea.

Lo scopo di questa campagna di stampa, col contributo fondamentale dei social network, è di destabilizzare i paesi europei e rendere più complicata la gestione dell’epidemia.

IL RAPPORTO – Il rapporto sulla propaganda russa, un documento di 9 pagine stilato per uso interno, è datato 16 marzo. Il Financial Times, che è riuscito a leggerlo, spiega come al suo interno si parli della “importante campagna di disinformazione” messa in campo da Putin e alla quale partecipano media statali e privati, formalmente indipendenti ma di fatto vicini al governo russo.

Altro ruolo fondamentale lo fanno i social network e una rete di falsi account che hanno il compito di diffondere la propaganda russa negli altri paesi europei, come Italia, Germani, Spagna e Regno Unito.

Secondo il report che il Finacial Times ha potuto visionare, sarebbero almeno 80 i casi di informazioni false diffuse da account legati al governo russo diffusi dal 22 gennaio al 16 marzo. A preoccupare è la portata delle bufale in salsa putiniana: la loro viralità ha permesso di raggiungere sui social network ben 6,8 milioni di utenti.

Come viene precisato nel rapporto dello European External Action Service, i messaggi rivolti all’Italia “mirano ad esacerbare i timori sulla capacità delle autorità nazionali e internazionali di gestire l’epidemia”.

I ‘PRECEDENTI’ RUSSI – La spregiudicatezza della macchina della propaganda russa non è una novità assoluta. Negli scorsi sono emersi in varie occasioni i tentativi del governo di Putin di manipolare il voto in state esteri, Italia compresa. Il caso più eclatante resta quello degli Stati Uniti, dove la Russia si sarebbe spesa fortemente per consentire l’elezione dell’attuale presidente Donald Trump.