Il Pontefice aveva programmato l’intervento al colon per diverticolite da molto tempo, ma la data e le modalità sono rimaste top secret fino all’ultimo minuto. E non solo perché Papa Francesco sia notoriamente molto schivo, ma perché l’allerta dei suoi servizi di informazione è suonata alta, e l’intelligence pontificia ha ritenuto di dover dissimulare luogo e data dell’operazione chirurgica il più a lungo possibile.

Oggi il Papa era comparso in Piazza San Pietro per l’Angelus e si era premurato di non farne alcun cenno. “Andrò in Slovacchia a metà settembre”, aveva invece detto, spostando l’attenzione più in avanti. Poi mentre la piazza dei fedeli si andava svuotando, invece che andare a pranzo nella mensa di Santa Marta, come consuetudine, Bergoglio si è allontanato con la macchina blindata ma senza insegne. Non dando nell’occhio, il piccolo corteo ha raggiunto in pochi minuti il policlinico Agostino Gemelli, una struttura all’avanguardia a pochi chilometri dal Vaticano, posta sotto amministrazione concordataria: di natura privatistica, amministrato dalla Chiesa, il Gemelli gode di extraterritorialità ed è considerato uno spazio condiviso; convenzionato con il SSN sotto l’egida dello Stato della Città del Vaticano.

Il Santo Padre è entrato dunque in gran segreto per sottoporsi all’intervento chirurgico programmato, consigliato per il protocollo di sicurezza da quel particolare organismo, operante sotto la Gendarmeria di Stato Vaticana che va sotto il nome di SIV. Servizio di Informazione del Vaticano. I servizi segreti del Papa avrebbero sondato il terreno effettuando a partire da mercoledì scorso un servizio di sopralluogo e di doppio check degli addetti interessati dall’operazione e dal ricovero di Papa Francesco: l’équipe chirurgica è stata passata al microscopio, così come le infermiere e il personale di sala. I nemici del Pontefice avrebbero potuto, si legge in controluce nelle pieghe dei timori pontifici, approfittare di questo momento anche per colpire il Santo Padre.

Proprio nelle ultime 72 ore l’attività della Gendarmeria si è intensificata particolarmente. Andranno a processo dieci persone per truffa ai danni delle casse dello Stato della Città del Vaticano, a seguito di una inchiesta lunga e complessa, condotta dal Promotore di Giustizia Gian Piero Milano, dall’aggiunto Alessandro Diddi e dall’applicato Gianluca Perrone. Un’inchiesta che si è sviluppata attraverso le indagini della Gendarmeria vaticana guidata dal Comandante Gianluca Gauzzi Broccoletti e che ha portato all’esame di una grande mole di documenti, degli apparecchi elettronici sequestrati agli indagati, oltre al confronto dei testimoni. Il Presidente del Tribunale della Città del Vaticano Giuseppe Pignatone ha disposto la citazione a giudizio di dieci persone, in seguito alla richiesta presentata dall’Ufficio del Promotore di Giustizia.

A processo andranno: René Brülhart (già presidente dell’AIF) al quale l’accusa contesta il reato di abuso d’ufficio; monsignor Mauro Carlino (già segretario del Sostituto della Segreteria di Stato) accusato di estorsione e abuso di ufficio; Enrico Crasso (l’uomo della finanza che da decenni aveva in gestione gli investimenti della Segreteria di Stato) cui sono contestati i reati di peculato, corruzione, estorsione, riciclaggio ed autoriciclaggio, truffa, abuso d’ufficio, falso materiale di atto pubblico commesso dal privato e falso in scrittura privata; Tommaso Di Ruzza (già direttore dell’AIF, l’Autorità di Vigilanza Finanziaria) al quale l’accusa contesta i reati di peculato, abuso d’ufficio e violazione del segreto d’ufficio; Cecilia Marogna (la donna che ha ricevuto considerevoli somme dalla Segreteria di Stato per svolgere azioni di intelligence) accusata di peculato; Raffaele Mincione (il finanziere che fece sottoscrivere alla Segreteria di Stato importanti quote del fondo che possedeva l’immobile londinese al n. 60 di Sloane Avenue, usando poi il denaro ricevuto per suoi investimenti speculativi) accusato di peculato, truffa, abuso d’ufficio, appropriazione indebita e autoriciclaggio; Nicola Squillace (avvocato coinvolto nella trattativa) accusato di truffa, appropriazione indebita, riciclaggio ed autoriciclaggio; Fabrizio Tirabassi (dipendente in qualità di minutante dell’Ufficio amministrativo della Segreteria di Stato che ha avuto un ruolo da protagonista nella vicenda) accusato di corruzione, estorsione, peculato, truffa e abuso d’ufficio; Gianluigi Torzi (il finanziere chiamato ad aiutare la Santa Sede ad uscire dal fondo di Mincione che è riuscito a farsi liquidare ben 15 milioni per restituire il Palazzo ai legittimi proprietari) accusato di estorsione, peculato, truffa, appropriazione indebita, riciclaggio ed autoriciclaggio.

La richiesta di citazione a giudizio è stata presentata anche nei confronti delle seguenti società: HP Finance LLC, riferibile ad Enrico Crasso, alla quale l’accusa contesta il reato di truffa; Logsic Humanitarne Dejavnosti, D.O.O., riferibile a Cecilia Marogna, a cui si contesta il reato di peculato; Prestige Family Office SA, riferibile ad Enrico Crasso, con l’accusa di truffa; Sogenel Capital Investment, riferibile ad Enrico Crasso, con l’accusa di truffa. Alcuni reati vengono contestati anche “in concorso”.

“Sono emersi elementi – riferiva due giorni fa un comunicato della Procura di Giustizia Vaticana – anche a carico del Card. Giovanni Angelo Becciu, nei cui confronti si procede, come normativamente previsto, per i reati di peculato ed abuso d’ufficio anche in concorso, nonché di subornazione”.

Tanti nemici, e di quelli insidiosi. L’entità dei dossier scoperchiati è da far impallidire. Cecilia Marogna, 39 anni, viene citata in tutti gli atti del procedimento come fidata sodale di Becciu; per i giornali è “Lady Cardinale”, tanto per capirci.

Non si erano ancora spenti i riflettori su questo caso che già si apre il giallo dell’operazione a sorpresa. Immediata, non differibile. Tanto che Papa Francesco sarà sottoposto ad intervento chirurgico già questa sera, come conferma a Il Riformista la stessa Sala Stampa vaticana. Il Pontefice soffre di stenosi diverticolare sintomatica del colon, per questo motivo nelle scorse settimane è stato programmato l’intervento di oggi.

Bergoglio si trova al decimo piano del Gemelli dove è arrivato con pochissime persone al seguito. Con il Papa c’è un suo stretto collaboratore, l’autista, mentre il comandante Gianluca Gauzzi Broccoletti e un commissario della gendarmeria vaticana, che si occupa della sicurezza, presidiando i luoghi dell’ospedale che hanno accolto Francesco. Il Servizio di Informazione Vaticana era stato definito da Simon Wiesenthal, che collaborò con il Mossad per la cattura dei criminali di guerra nazisti, “il migliore dei servizi di intelligence al mondo”. Oggi sta dimostrando la sua operatività, discreto ed efficace come deve essere.

Romano e romanista, sociolinguista, ricercatore, è giornalista dal 2005 e collabora con il Riformista per la politica, la giustizia, le interviste e le inchieste.