In giornata Papa Francesco sarà operato al policlinico Gemelli di Roma. A Bergoglio è stata diagnosticata una “una stenosi diverticolare sintomatica del colon”, una patologia che dà alcuni disturbi ma che si risolve con un’operazione che comporta la resezione di un tratto di intestino. Ad operare sarà il dottor Sergio Alfieri, un’operazione non particolarmente complessa e dalla prognosi favorevole.

Cos’è la stenosi diverticolare sintomatica del colon, il disturbo di Papa Francesco?

“I diverticoli del colon sono delle estroflessioni del colon che possono passare inosservate senza provocare disturbi al paziente, a volte, però, possono procurare complicanze”. Ha spiegato al Corriere della Sera Il dottor Renzo Schalling, Dirigente medico di primo livello dell’Endoscopia dell’ospedale di Vimercate.

“Una di queste complicanze è che le infiammazioni possono diventare come una sorta di ‘cicatrici’ sul colon, che portano a restringimenti del colon che sono appunto le stenosi interne. Questi restringimenti possono dar luogo a disturbi, per cui si parla di una ‘malattia diverticolare complicata’ da dolori, alterazioni della regolarità intestinale o altro”.

A Quale intervento sarà sottoposto papa Francesco?

Il dottor Schalling spiega che questo tipo di intervento viene effettuato fuori dalla fase acuta, cioè una volta terminati infiammazione, perforazione, sanguinamento eventuali. Si tratta insomma di un intervento programmato. Con l’intervento bisognerà “tagliar via quel pezzo di intestino interessato dalla stenosi”, ha spiegato.

E tranquillizza i fedeli: “Di per sé è un’operazione assolutamente tranquilla: superati pochissimi giorni, il paziente torna alla sua vita abituale”. Certo l’operazione su una persona di 84 anni come il papa potrebbe portare a qualche difficoltà ma secondo il medico i rischi sono pochi ed eventualmente legati all’anestesia, soprattutto se dovesse essere necessario sottoporre il Papa a quella generale.

“Una resezione di un tratto di intestino (di solito si tratta del sigma che è il tratto più pesantemente interessato da queste complicanze) di per sé è un intervento non particolarmente complesso – ha concluso Schalling – Il chirurgo tendenzialmente tenderà ad affrontarlo con la laparoscopia, poi se non ci riesce opterà per un’operazione classica, cioè una laparotomia con taglio dell’addome”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.