Non c’è solo una possibili crisi energetica a spaventare l’Italia come conseguenza del conflitto in corso tra Russia e Ucraina, con i bombardamenti massicci in corso dalla notte sulla capitale Kiev da parte delle forze armate fedeli a Vladimir Putin.

Nel dossier presentato giovedì da Franco Gabrielli, sottosegretario con delega ai Servizi, al Copasir, c’è altro. A partire dall’aumento indiscriminato dei prezzi dei generi di prima necessità, il dover fronteggiare assieme all’Unione Europea una ondata migratoria proveniente dall’Est e soprattutto possibili attacchi cibernetici alle infrastrutture principali del Paese.

Una possibilità, quest’ultima, riferita ieri anche nel Comitato interministeriale per la sicurezza, davanti al premier Mario Draghi, i ministri e la direttrice del Dis Elisabetta Belloni, racconta oggi Repubblica.

Il messaggio è chiaro: se l’Italia deciderà di rinforzare il nostro contingente di forze armante nella Nato nei paesi baltici e in Romania, dovrà di conseguenza ‘alzare’ le sue protezioni contro possibili attacchi hacker.

Un ‘settore’ dove la Russia è di fatto un gigante, come hanno potuto accertare in Ucraina: nei giorni scorsi si sono ripetuti attacchi nei confronti dei principali ministeri di Kiev e contro alcune banche nazionali, tutti arrivati secondo l’intelligence occidentale dalla Russia. 

Sempre nella giornata di giovedì, scrive ancora Repubblica, l’Agenzia per la cybersicurezza guidata da Roberto Baldoni ha alzato il livello di allerta al massimo, inviando un warning specifico alle infrastrutture strategiche. In particolare “esistono possibili rischi cyber derivanti dalla situazione ucraina”, come un malware già individuato in grado “di distruggere dati”.

Emblematico in tal senso è il bollettino pubblicato pochi giorni fa dal CSIRT Italia, nel quale si evidenzia “il significativo rischio cyber derivante da possibili impatti collaterali a carico di infrastrutture ICT interconnesse con il cyberspazio ucraino”, con particolare riferimento a “enti, organizzazioni ed aziende che intrattengono rapporti con soggetti ucraini e con i quali siano in essere interconnessioni telematiche”.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.